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#uscitedaquelblog

#escidaquelblog? Perché? Beppe nel blog ci deve rimanere. Io direi di rideclinare in #uscitedaquelblog. Uscite da quel blog: parlo a chi ci ha creduto, a chi ci crede ancora, anche a chi è entrato nelle istituzioni grazie al Movimento Cinque Stelle. Parlo a quelli che volevano, o vorrebbero ancora, cambiare tutto, ma che non stanno cambiando niente. Perché non possono. Perché qualcuno li sta intrappolando nel blog.

Quando parlo di “dialogo con i grillini”, di aiutarli a tirarsi fuori da una certa disumanità dilagante e sconfortante dei suoi leader (e sapete benissimo che non risparmio critiche a quelli “della mia parte”, né ai leader né a nessun altro) mi guardano malissimo. Quelli “della mia parte”, eh. Eppure invito anche loro, a dire, senza spocchia, ma con fare accogliente:

“#uscitedaquelblog. Usciteci, che magari miglioriamo anche un po’ noi. Uscite da quel blog, che fuori c’è un mondo da cambiare.”

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Shiva e Serra

Ieri Ballarò ha fatto un gran bel servizio pubblico: m’ha fatto capire che con tutta probabilità non potrò sostenere Matteo Renzi alle prossime vicinissime elezioni. Ma come, Matteo?, lo scout?, il sindaco più amato d’Italia?, colui che, tronfio dell’abolizione totale al finanziamento si fa foraggiare dal bel Davide Serra?

Ma come, Davide Serra? Davide Serra quello de “la Thatcher miglior premier della storia”? Davide Serra quello del “non é colpa della finanza se qualcuno ha investito nei bond argentini”? Davide Serra quello della religione della competitività perché “il mondo va veloce”? Davide Serra quello degli hedge funds alle Caymans, perfettamente legali sì (direbbe Renzino), ma poi riversati in politica? Davide Serra quello che dall’alto dei suoi loft fra Londra, New York e Parigi non riesce proprio a scorgere le devastazioni ambientali e sociali che il suo caro neoliberismo crea ogni giorno giù al piano terra come a migliaia di chilometri di distanza?

Davide Serra proprio quello? L’esponente più brillante di quella nuova generazione di finanzieri squali e creativi che “rottamano” proprio come Matteino nostro? Renzi vincerà le prossime vicinissime elezioni, e allora vorrò che Vandana Shiva si fosse sbagliata.

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Se hai vent’anni.

Se hai vent’anni.

L’unica frase con cui sono d’accordo di questo post é:
“Non ascoltare gli eroi. Questa nazione non ha bisogno di loro. É il contrario, sono loro che si nutrono dei mali di questo paese perché senza non potrebbero esistere.”

Per il resto.. Ancora devo capire il senso di queste lettere disperate, di pancia e basta, che si fingono roba culturalmente alta o una giustificazione “d’orgoglio”, di “dignità” al fuggire. Io mi RIFIUTO di cedere a questa impostazione culturale che cestina o esalta, che vede il bene o il male tutto da una parte o dall’altra, rifiuto il VATTENE come consiglio “spassionato”.
A questi geni della controcultura (o della cultura dominante, ormai) voglio dire che “andarsene” può essere una scelta, temporanea e non, un rispettabilissimo stile di vita, una necessità, una voglia. Che l’ho fatto e probabilmente lo rifarò.
Ma che c’è anche chi se ne va con immenso dolore, perché non può davvero a vivere qui, perché é umiliato e indignato. Non perché manca la metro C o la biblioteca (la metro C o la biblioteca, se ci impegniamo tutti e INSIEME, le costruiamo) o perché qui “non si vede il mondo”. Bello il mondo visto da un oblò, no?
Al genio della fuga vorrei dire che non tutti hanno i mezzi economici e culturali per questa “scelta di libertà”. Vorrei dire che, se non rimane nessuno, nessuno potrà tornare. E che se si scappa perché “questo paese fa schifo” (come si lascia intendere da questa operissima) non é proprio detto che si torna “con le spalle da uomo”.

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Se non rimane nessuno, nessuno potrà tornare

L’unica frase con cui sono d’accordo di questo post é: “Non ascoltare gli eroi. Questa nazione non ha bisogno di loro. É il contrario, sono loro che si nutrono dei mali di questo paese perché senza non potrebbero esistere.”

Per il resto.. Ancora devo capire il senso di queste lettere disperate, di pancia e basta, che si fingono roba culturalmente alta o una giustificazione “d’orgoglio”, di “dignità” al fuggire. Io mi RIFIUTO di cedere a questa impostazione culturale che cestina o esalta, che vede il bene o il male tutto da una parte o dall’altra, rifiuto il VATTENE come consiglio “spassionato”.

A questi geni della controcultura (o della cultura dominante, ormai) voglio dire che “andarsene” può essere una scelta, temporanea e non, un rispettabilissimo stile di vita, una necessità, una voglia. Che l’ho fatto e probabilmente lo rifarò. Ma che c’è anche chi se ne va con immenso dolore, perché non può davvero a vivere qui, perché é umiliato e indignato. Non perché manca la metro C o la biblioteca (la metro C o la biblioteca, se ci impegniamo tutti e INSIEME, le costruiamo) o perché qui “non si vede il mondo”.

Bello il mondo visto da un oblò, no? Al genio della fuga vorrei dire che non tutti hanno i mezzi economici e culturali per questa “scelta di libertà”. Vorrei dire che, se non rimane nessuno, nessuno potrà tornare. E che se si scappa perché “questo paese fa schifo” (come si lascia intendere da questa operissima) non é proprio detto che si torna “con le spalle da uomo”.

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Poi, quando (uno schizofrenico punto-sunto della situazione)

Poi, quando due pensionati si impiccano perché non ce la fanno più, e il fratello di lei, distrutto, tragicamente sceglie di seguirli via mare.. di fare analisi politica ti passa un pò la voglia.
Perchè si gioca al massacro, e l’inevitabile outcome è rabbia, rabbia, rabbia. E su chi ci guadagna dalla rabbia, su chi calpesta i cadaveri per puntare bandiere un pò più un là, poi, ognuno farà le sue valutazioni. Parziali, imparziali, chissà. D’altronde solo una cosa rimane vera vera: siamo un popolo di tifoserie. E non solo per colpa nostra. Faremo (di fretta, sì, scusate) nomi e cognomi dei soliti noti, tanto per non risultar troppo criptici, per goderci l’illusione di starci capendo qualcosa.

Notevole è la capacità di Matteo Renzi di uscire allo scoperto nel momento giusto. Il sindaco di Firenze perde le primarie (chiuse, truccate, plagiate, vabbè) il 2 dicembre 2012, sparisce dalla circolazione (accontentando un Bersani decadente in un paio d’occasioni dove tende a non sporcarsi troppo la faccia), ammira il roboante spettacolo della non-sconfitta, lascia cuocere un pò tutti, ed eccolo qui: “Stiamo perdendo tempo!”. Tempismo perfetto, Matteo. Per chi conosce solo un poco le perverse dinamiche interne al PD, è difficile credere che una parte consistente dei Dem non abbia scommesso sul fallimento del Segretario. Non era difficile da prevedere, si dirà. Certo, soprattutto quando in Direzione Nazionale a decidere la linea ci vanno in metà. Nessuna traccia dei Veltroni, D’Alema, nè dello stesso Renzi (il povero Letta non poteva proprio esimersi, altrimenti..): Pigi, le convocazioni la prossima volta falle prima, ‘orcoboia.

Berlusconi intanto aspetta. Ma non troppo. Perchè i processi arrivano. Anzi, arrivano le sentenze. Se Renzi esce fuori sul serio, Silvio sa che sarà salvo. Andrà in pensione, come ha detto Matteo, ma non si calcherà troppo la mano, come vogliono i celoduristi a sinistra. Se il male può salvarsi, ed è quello che sostanzialmente ha provato a fare per 20 anni (e NOI glielo abbiamo lasciato fare), si salverà. Così i 9 milioni di persone che non riescono a rinunciare a Silvio (si sa, ognuno ha le sue rispettabilissime ragioni) non ci rimarranno troppo male.

Bersani, s’è detto, si dice e si dirà, è dal canto suo un “dead man walking”: probabile. Ci ha provato, con Vendola, a fare il primo governo di “sinistra” dopo circa 50 anni (Moro, centrosinistra, 1963), coniugando le istanze pazzerelle del M5S con un progetto serio. Manco pe’ niente, figuriamoci. La sua colpa principale è essere a guida di un Partito di cui a questo punto ci si chiede il senso di esistere. E poi via giù, Bersani è come Berlusconi, Bersani c’ha la banca, Bersani c’ha le coop, Bersani amico di Bindi, Finocchiaro, Franceschini (il trio dell’orrore, si è visto), Bersani comunista. E vabbè. Che doveva fare un’ALTRA campagna elettorale lo sanno anche i muri, che anche di fronte al M5S doveva essere più deciso e coraggioso pure, che doveva spogliarsi di ogni eventuale incarico ok, che molti fra i suoi “amici” non lo hanno sostenuto (e non per pigrizia, ma per interessi, vere e varie collusioni, conservatorismi indecenti) non ci pensano in molti.

Beppe, Beppe, Beppe, faceva ridere tutti quando mandava a “fanculo” la Ka$ta. Ora non è che faccia ridere più di tanto quando impone “aut aut” a destra e manca, quando neanche troppo velatamente minaccia il “Giuda” (by Paolo Becchi). Non mi dilungherò troppo sui NO, NO, NO. Coerenza, si dirà. Paurosa coerenza, dico io, di quelle che portano a bruschi risvegli. La cosa che più imbarazza è il non poter pensare minimamente che, dove TUTTI (parola d’ordine: tutti) hanno un secondo fine, Grillo e Casaleggio non possano averlo. E’ difficile criticare un “nuovo” così dirompente, quando il “vecchio” perde giorno dopo giorno occasioni di farsi difendere (vedi i 10 inutilissimi saggi di Napolitano, evidente reazione conservativa a un imprevedibile caos). E’ riuscito facile anche alla Lombardi pronunciare: “Siamo NOI le parti sociali, siamo NOI i cittadini” (corporativismo? Ricorda qualcosa di amaro). Grillo sta chiaramente invitando PD e PDL a fare l’inciucio, e ne godrà. Sta scommettendo sulla “gente che prende i bastoni”, e ne godrà.
In questo caso, se un secondo fine ci fosse, non sarebbe la solita grande ruberia da Prima e Seconda Repubblica, ma si avvicinerebbe tanto a uno scardinamento della democrazia a cui avremmo dovuto tenere un pò di più, un pò prima.

E dopo chissà.

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LO STALLO

Lo stallo è infine incredibile ed incedibile, accelera un avvitamento delle istituzioni che assomiglia sempre più a un film dell’orrore notevolmente condito di angoscioso assurdo kafkiano. Quello in cui la realtà è indistinguibile dal falso, in cui un’interpretazione vale l’altra, in cui ognuno è evidentemente colluso e quindi non credibile. Fumo plastico, perché con la confusione della mente, modella fazioni irriducibili. E’ naturale quanto non biasimabile, dove tutto e tutti sono o sembrano uguali, rifugiarsi nella certezza di una visione dai contorni definiti, immobili. Che sia giusta o no, poco importa. Che porti allo sfascio o a una ragionevole via d’uscita, tanto vale. L’importante è che qualcuno vinca, insomma. 

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ESTOTE PARATI

Lo sgomento é tanto.
Ormai non passa giorno che l’angoscia non pervada più la coscienza, che il distacco emotivo con la rappresentazione della realtà non si allunghi, che il punto di non ritorno non si avvicini.

Ingenuamente all’ora di pranzo avevo davvero creduto che Napolitano avesse avuto un sensazionale colpo di genio nel creare questo “doppio gruppo”. Immaginavo un gruppo di personalità che provasse seriamente a mediare fra PD e M5S, un altro fra PD e PDL. Stavo -sempre più ingenuamente- anche incominciando a pensare che alla fine ce l’avremmo fatta, ad avere questo “governo del cambiamento”, sincero, reale.
Poi, nel tardo pomeriggio, cocente sbigottimento. I “maestri dell’inciucio”, di cui mi risparmierò i nomi per senso della decenza, tutti raggruppati in un gruppo che davvero davvero a definire “politico-istituzionale”. Il banchiere (ANCORA?), lo statistico incapace (che ancora mi deve dei soldi), e altri inguardabili a guidare quello “socio-economico”.

No, io dico, chi state prendendo per il culo? Perché a volte davvero si fa fatica a non usare toni grilleschi, ormai sdoganati da tutti e del tutto tra l’altro.
Il popolo vota palesemente per il NON-INCIUCIO fra PD e PDL, e ci ritroviamo le “troie” (mi permetto di citare il signor Battiato) più battute della Seconda Repubblica a dover trovare la quadra politica?
Il popolo sceglie che di banchieri, tecnici, “esperti”, dotti e sapienti non ne vuole più sapere, e ce li ritroviamo tutti in fila, i non-bruciati da Monti, l’élite scientifica di questa beneamata, a incrociare soluzioni assurde per salvare la gente dalla fame?
Il popolo che boccia Monti in toto, con clamore, e quello si ritrova ancora lì, al potere, con un “governo non ancora sfiduciato”, nella totale oscenità costituzionale?

Legittimo chiedersi a chi fa piacere tutto ciò. In nome della “credibilità nazionale”, della salvezza istituzionale, di una Commissione Europea che ora “si fida del PROCESSO DEMOCRATICO” ma che evidentemente non si fida per niente della democrazia (basti pensare a come esso stesso lavora, e agli interessi che porta avanti, viene ora da pensare).

Fa piacere innanzitutto a Silvio, che sul punto di essere marginalizzato per sempre, viene salvato per ben 3 volte:
• a dicembre-gennaio, dalla non-campagna piddina e da Santoro&Travaglio in extremis (“Mai eliminare il nemico prima di averne succhiato il possibile”).
• dall’ottusità grillina, telecomandata, cieca, vera traditrice di un mandato semplicissimo, quello di “salvare l’Italia” (o forse non si tratta di CECITÀ, ma di un “piano TRENTENNALE”: di chi? quale?).
• da Napolitano, che ho sempre stentato a definire corrotto e colluso come molti hanno già fatto, ma che ha giusto fatto in tempo ad inanellare l’ultima delusione.

Fa piacere poi alla premiata (dai consensi e dai giochini di potere) coppia, Grillo&Casaleggio, é OVVIO. E non ci sembra paradossale? Quelli del Rigor Montis che si ritrovano Monti, quelli della “sovranità del Parlamento” che si ritrovano i Saggi, quelli del BASTA INCIUCI!!11!!11 che l’inciucetto é pronto lì, sul piatto d’argento.
Ci si stava avvicinando pericolosamente a 3 opzioni sgraditissime all’insetto:
• governare
• elezioni
• un sanissimo appoggio a un PD rivoluzionato
Ognuna di queste opzioni avrebbe minato il futuro consenso di questo guazzabuglio malato che si fa chiamare “MoVimento”. Dunque É STATO DECISO (ci DEVONO spiegare con quale meccanismo di “democrazia diretta”, il quale sarà ora ridicolamente utilizzato per eleggere ora un papabile PdR a 5 stelle da spazzare via al primo turno in Parlamento) che era meglio mantenere lo stato oppressivo delle cose. Monti, Gruppi di Esperti (da cui si sono bellamente auto-esclusi, dicono), dialogo PD-PDL: la condizione PERFETTA per gridare a INCIUCIO, tecnocrazia, golpe.
Lo dico ai “duri e puri” del fan club di Grillo che non leggeranno questo pezzo: sui libri di storia che non avete sicuramente studiato la chiamano STRATEGIA DELLA TENSIONE.
Lo dico ai movimentisti seri, come direbbero loro: svegliatevi. O il ritorno alla coscienza sarà brusco e doloroso, come quando un sogno si risolve nel peggiore degli incubi.

Farà poi piacere ai biechi inciucisti, agli ex-DC, ai popolari, alla monnezza che non é stata abbandonata per strada nel faticoso processo di rinnovamento del Partito Democratico. Non voglio pensarci, ma forse la situazione piace anche a Renzi, che potrà sfruttare la sua bella faccetta da “nuovo/ultimo arrivato”.

In tempi normali non ci spererei più, avrei già mandato tutto AFFANCULO. Come urlerebbe il più volgare tra i grillini sì, come sussurrerebbe a denti stretti anche il più mite italiano di buon senso.
Invece la Santa Pasqua mi vuole far credere che c’è redenzione anche per il popolo che continuamente ha scelto Barabba.

Spero in coloro che da questo schifo si sono defilati, almeno per ora. Chiamatemi ingenuo, se volete.
Bersani, che é stato gentilmente inviato a Bettola per il pranzo di Pasqua dai più infami del partito, usi l’autorevolezza che gli rimane, muova i Giovani Democratici che tanto paternamente ha ben accudito, salvi ciò che rimarrà del PD dall’inciucio maximo, UNA VOLTA PER TUTTE.
Vendola, che ben ha fatto ad astenere SEL dal banchetto degli Esperti, traghetti con non-chalance la sua formazione fuori da questi giochi mefitici e parli ancora, PER DAVVERO, con le persone. Chiaramente, di sinistra, di come vuole salvare questo posto, di come esso DEVE essere liberato da certi “esseri del sottosuolo” (e cito ancora Battiato, assurdamente sempre sul punto).

Io della Resistenza ho solo letto e guardato i film. Ne ho conosciuto le apologie tragiche e insensate nelle storie dei brigatisti. Lettone i ricordi del partigiano: veri, sofferti, partecipati, di un sogno chiamato LIBERTÀ. Studiatone atti e parole dei pochi statisti veri: lucide, vive, vincenti, di una realtà chiamata DEMOCRAZIA.
Spero davvero di star esagerando, ma intanto lo dico: ESTOTE PARATI.

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Vado da Casaleggio.

Ho scoperto che ci sono un sacco di renziani. Ma tanti. Incredibile.
“Lo avrei votato di sicuro, invece alla fine ho dovuto votare Grillo/Monti”.
La mia domanda, d’istinto, é: “Vabbé, lo hai votato alle primarie, no?”.
So già la risposta.
Varia da “No” a “No, che ne sapevo”, sfumando per “Non mi sono proprio interessato”.

Renzi non ha perso perché “non é abbastanza di sinistra”, come i vetero-comunisti più sagaci si sono affrettati a dire, ma perché non é andato da chi lo avrebbe “votato di sicuro” a dire che non era poi così peccaminoso, per una volta, recarsi alle primarie del centrosinistra.

Forse doveva chiedere a Casaleggio.

P.S. Anche io devo trovare il modo di rendere più attrattivo questo blog.

Mi sa proprio che sì, vado da Casaleggio.

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3 vie.

Premettendo che l’analisi é compiuta alle attuali condizioni, senza considerare forti stravolgimenti endogeni e/o esogeni all’interno/esterno dei partiti, le vie che vedo sono 3.

1. Governissimo. Chiamatelo come vi pare: tecnico, del Presidente, inciucio. La soluzione più antidemocratica che si possa prendere in questo momento. Governicchio senza visione né scopo, che salva gli impresentabili (basta!, si deve chiamare le cose col loro nome) ma non salva l’Italia. Dura un anno, due (a poltrona acquisita, ci si spalleggia, questo é vero), poi qualcuno vorrà tornare al voto. E dopo?
Grillo fomenta il popolo giustamente fottuto e tradito e si mangia il centrosinistra.
A questo punto, se Berlusconi é ancora vivo, le elezioni vanno più o meno così (salvo improbabili miracoli dalla sinistra):
Grillo 60%, Silvio 30%, Csx 10%. Con un’astensione del 40%.
Se Berlusconi, o perché morto (fisicamente intendo) o perché scappato ad Antigua per qualche magagna, non é candidato premier, va a finire così:
Grillo 80%, Silvio 10%, Csx 10%. Astensione al 50%.
Una maggioranza abnorme e una opposizione insignificante, oltre che divisa.
La democrazia, già in pausa di riflessione, si separa dal Paese Italia.

2. Governo a 5 stelle. Napolitano prova ad affidare l’incarico “a scendere”, ma Berlusconi non viene sostenuto da nessun altro. Tocca dunque al M5S. Il paese reale é praticamente alla fine. Con atroci sofferenze e spaccature, il centrosinistra vota la fiducia a un chissàchi del 5stelle. Non escluso che con un’allucinante scelta ideologica di “coerenza” Grillo/Casaleggio possa anche decidere di non far governare il moVimento con gli zozzi voti della politica tradizionale, il governo a 5stelle sarebbe una totale incognita, dato che ad oggi non sono neanche capaci di scrivere una legge. “Fortunatamente” agirebbero sotto il controllo dei Dem, ma non é difficile immaginare che Grillo la rigiri a suo modo urlando “Noi vogliamo cambiare l’Italia, LORO non ce lo fanno fare”.
Il governo a 5 stelle dura poco, del dopo solo una certezza: se Silvio é candidato, rivince a mani basse. Se non lo é, stallo again.

3. Elezioni. Si forza in qualche modo sulla legge elettorale. Sarebbe preferibile averne una nuova, ma nel caso venga abrogato il Porcellum per tornare al Mattarellum nei prossimi giorni, forse Napolitano si dimetterà qualche giorno prima del 15 aprile. Viene eletto il nuovo PdR dopo indicibili giorni di stallo (chi? impossibile da prevedere ora), quello scioglie le camere, e via, si ricomincia. Sugli scenari elettorali scriverò in seguito.

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Vado da Casaleggio

Ho scoperto che ci sono un sacco di renziani. Ma tanti. Incredibile.

“Lo avrei votato di sicuro, invece alla fine ho dovuto votare Grillo/Monti”. La mia domanda, d’istinto, é: “Vabbé, lo hai votato alle primarie, no?”. So già la risposta. Varia da “No” a “No, che ne sapevo”, sfumando verso il “No, non mi sono proprio interessato”.

Renzi non ha perso le primarie perché “non é abbastanza di sinistra”, come i veterocomunisti più sagaci si sono affrettati a dire, ma perché non é andato da chi lo avrebbe “votato di sicuro” a dire che non era poi così peccaminoso, per una volta, recarsi alle primarie del centrosinistra. Forse avrebbe dovuto chiedere consiglio a Casaleggio.

P.S. Anche io devo trovare il modo di rendere più attrattivo questo blog. … Mi sa proprio che vado da Casaleggio.