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Quanto durerà (Papa Francesco)?

Quanto durerà?, mi chiedo.

Perché, a prescindere da ciò che costui potrà cambiare davvero nell’istituzione Chiesa, le parole pesano come macigni. E liquidano, almeno nell’immaginario collettivo – e negli effettivi equilibri di potere? chissà – conformismi, gesuitismi e democristianità varie di cui ci siamo nutriti avaramente per secoli, soprattutto in questo paese.

Quel ruminare, quel parlar bene, quel masticare il dissenziente tutto buonista, quella “retta via” sovraindicata dall’uomo e non da Dio. Quanto potrà durare?, mi chiedo, e intanto ringrazio.

“Cercano di mostrarsi amici”, ma è tutto falso perchè, spiega il Papa, “questi non amano la verità” ma soltanto se stessi, “e così cercano di ingannare, di coinvolgere l’altro nella loro menzogna, nella loro bugia”.

“E’ proprio il linguaggio della corruzione, l’ipocrisia”, condanna Bergoglio.

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NON SONO DI SINISTRA, è OVVIO.

Alessandro Di Battista ci tiene a farci sapere che non è di sinistra. Non lo è, OVVIO che non lo è, non spaventatevi porca miseria.
E parlando della sinistra -che lui, SIA CHIARO, non è.. cioè, non vi fa parte, maisiafraternizzareconibolscevichicheschifo- parla di “chi dà pacche sulle spalle degli operai per poi andare a cena con Briatore”, di quelli che “parlano di ridistribuzione della ricchezza e poi non votano l’ineleggibilita’ di Berlusconi, IPOCRITI” e.. così via, insomma. Parla del PD in sostanza, o di sua gran parte (poi ci mette in mezzo SEL perché vabbe’, si sa che il minestrone, -soprattutto quando non fa abbastanza caldo- ti dà più sicurezza, più vigore, ti fa sentire a casa e molto meno solo).

Alessandro Di Battista NON E’ DI SINISTRA, ci tiene a dirlo, OH.
Ma Alessandro Di Battista mi sa che di sinistra non ne sa molto, non ne ha mai vista, e -forse è questo che più di non andare a cena con Briatore non può proprio farlo essere di sinistra, CHE SCHIFO RIPETO- non ha neanche la forza di immaginarla, la sinistra.

(saputo ciò, però, andatevi a vedere il suo post con elogio di Chavez, Correa, Ortega, Kirchner e Morales in bella vista sul blog di Grillo:http://www.beppegrillo.it/2012/09/il_dubbio_e_rivoluzionario.html)
Grande Dibbattì.

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Alessandro Di Battista NON E’ di sinistra

Alessandro Di Battista ci tiene a farci sapere che non è di sinistra. Non lo è, OVVIO che non lo è, non spaventatevi porca miseria.

E parlando della sinistra – che lui, SIA CHIARO, non è.. cioè, non vi fa parte, maisiafraternizzareconibolscevichicheschifo – parla di “chi dà pacche sulle spalle degli operai per poi andare a cena con Briatore”, di quelli che “parlano di ridistribuzione della ricchezza e poi non votano l’ineleggibilità di Berlusconi, IPOCRITI” e.. così via, insomma.

Parla del PD in sostanza, o di sua gran parte (poi ci mette in mezzo SEL perché vabbe’, si sa che il minestrone – soprattutto quando non fa abbastanza caldo – ti dà più sicurezza, più vigore, ti fa sentire a casa e molto meno solo).

Alessandro Di Battista NON E’ DI SINISTRA, ci tiene a dirlo, OH. Ma Alessandro Di Battista mi sa che di sinistra non ne sa molto, non ne ha mai vista, e – forse è questo che più di non andare a cena con Briatore non può proprio farlo essere di sinistra, CHE SCHIFO RIPETO – non ha neanche la forza di immaginarla, la sinistra.

(saputo ciò, però, andatevi a vedere il suo post con elogio di Chavez, Correa, Ortega, Kirchner e Morales in bella vista sul blog di Grillo: http://www.beppegrillo.it/2012/09/il_dubbio_e_rivoluzionario.html) Grande Dibbattì.

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Amministrative 2013 – Con franchezza bipolare

In direzione OSTINATA e CONTRARIA.

Con franchezza bipolare: sono contento che i CANDIDATI del PD abbiano vinto (e spero vivamente che Marino, nonostante le paraculate pro-Renzi, vinca il ballottaggio), ma non sono affatto contento che IL PD abbia vinto.

Perché questi si stanno già autoindulgendo, autoringraziando, autolodando. Assistiti dai pompieri della stampa di regime (lasciatemi pure il grillesco: questa É stampa di regime, nessuna iperbole), che vede solo la défaillance di Grillo.

La défaillance di DEMOCRAZIA, molto ma molto più GRAVE, lasciamola pure ai fanatici delle cifre, che in fondo chissenefregapotevanovenireavotarequestino?

Stanno davvero credendo che quello che hanno fatto in questi ultimi 2 mesi sia stato capito, apprezzato, dunque premiato. Semplicemente imbarazzante, vomitevole, penoso.

P.S. E chissà (perché uno poi ci pensa..): forse ci credono anche quegli imperterriti che hanno continuato a premiare quella congrega di stronzi (papale papale) che ora ci metterà mezzo secondo ad isolare i “dissidenti”. Hanno già cominciato. Per quei pochi che leggono: non vi fate prendere per culo.

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è COMBLODDO

Da quanto ho coscienza di vivere in Italia, mi pare che succeda sempre il contrario di ciò che “deve” accadere. O di quello che insomma, quantomeno ti aspetti. 
Non perché siano necessariamente cose che io speri accadano, ma per un minimo d’amor di logica, di senso, di ragione. 
E invece, puntualmente, niente.

Ora, la logica vorrebbe che il PD sia un partito al 15%, insomma. Che tutti i suoi elettori siano incazzati neri, che le sedi siano occupate per davvero, che #occupyPD non fosse diventata una farsa, che l’Assemblea di sabato fosse stata fisicamente assediata. 
Invece, stando a Ballarò e ai suoi sondaggi un pò schizo, il PD oggi ha più voti di quel clamoroso 25-26 Febbraio. 

“é COMBLODDO” direbbe un laziese. forse c’avrebbe ragione.

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101 punti.

101 punti. Sforzo semi-eroico. Alcuni si ripetono, la maggior parte no.
Comunque vada, grazie Pippo. E “nun mollà”.

Ecco gli 11 che mi sono sembrati più brillanti:
– “Al centrosinistra italiano, dopo i risultati elettorali, s’impone una profonda analisi del potere in questo Paese e sui legami tra politica e grandi gruppi industriali (Grillo è partito da lì).”
– “La questione dell’uguaglianza si deve imporre, perché la sinistra italiana è l’unica sinistra nel mondo che non ne parla quasi mai (non nel senso di «siete tutti uguali»: quello ce lo sentiamo ripetere spesso).”
– “Non facciamo gli ipocriti: lo sapevamo anche prima che certi argomenti, al governo con Berlusconi, non avremmo potuto affrontarli.”
– “Né Blair, né altri modelli del passato: ci vuole una ricetta per l’Italia e per il suo futuro (a me viene sempre in mente quando Benigni si autodefiniva l’«Anna Magnani svizzera»).
– “Continuare a oscillare tra la protesta di piazza e di maniera e la retorica della governabilità, foss’anche con Berlusconi, non è opportuno. Si può avere un partito di sinistra e di governo, alternativo alla destra, come c’è in tutti gli altri Paesi normali?”
– “Possiamo, allo stesso modo, combattere le oligarchie e le consorterie aprendo i troppi mercati chiusi di questo Paese, e tutelare chi invece in questi anni si è visto la propria attività venire spazzata via dalla deregulation?”
– “Il voto a Grillo è legato certamente alla casta e al sistema di potere della politica tradizionale, ma le sue ragioni vanno ricercate nel disagio sociale ed economico che vive larga parte della popolazione. Non scambiamo le cause per gli effetti.”
– “Il problema non sono Ds e Margherita, ma che ancora se ne parli e si ragioni in questi termini.”
– “Il prossimo segretario del Pd deve parlare con Grillo. Sì. Gli chieda un caffè, in streaming, in mondovisione, ma ci parli. E si confronti. Più o meno come si è fatto con Berlusconi (sic). Non averlo fatto, è stato uno stupido errore.”
– “Dov’è finita la riflessione sul 99%? Il Pd, oltre a dare concretezza e senso alle politiche europee, ha intenzione di occuparsi di ciò che succede nel mondo?”
– “Chi sono i 101? E perché, caso unico nella storia dell’umanità, non si dichiarano? Hanno pure vinto, perché schermirsi?”

http://www.ciwati.it/2013/05/11/viva-la-liberta/#comments-list

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11 punti su 101 (di Civati)

101 punti. Sforzo semi-eroico. Alcuni si ripetono, la maggior parte no. Comunque vada, grazie Pippo. E “nun mollà”. Ecco gli 11 che mi sono sembrati più brillanti:

– “Al centrosinistra italiano, dopo i risultati elettorali, s’impone una profonda analisi del potere in questo Paese e sui legami tra politica e grandi gruppi industriali (Grillo è partito da lì).”

– “La questione dell’uguaglianza si deve imporre, perché la sinistra italiana è l’unica sinistra nel mondo che non ne parla quasi mai (non nel senso di «siete tutti uguali»: quello ce lo sentiamo ripetere spesso).”

– “Non facciamo gli ipocriti: lo sapevamo anche prima che certi argomenti, al governo con Berlusconi, non avremmo potuto affrontarli.”

– “Né Blair, né altri modelli del passato: ci vuole una ricetta per l’Italia e per il suo futuro (a me viene sempre in mente quando Benigni si autodefiniva l’«Anna Magnani svizzera»).

– “Continuare a oscillare tra la protesta di piazza e di maniera e la retorica della governabilità, foss’anche con Berlusconi, non è opportuno. Si può avere un partito di sinistra e di governo, alternativo alla destra, come c’è in tutti gli altri Paesi normali?”

– “Possiamo, allo stesso modo, combattere le oligarchie e le consorterie aprendo i troppi mercati chiusi di questo Paese, e tutelare chi invece in questi anni si è visto la propria attività venire spazzata via dalla deregulation?”

– “Il voto a Grillo è legato certamente alla casta e al sistema di potere della politica tradizionale, ma le sue ragioni vanno ricercate nel disagio sociale ed economico che vive larga parte della popolazione. Non scambiamo le cause per gli effetti.”

– “Il problema non sono Ds e Margherita, ma che ancora se ne parli e si ragioni in questi termini.”

– “Il prossimo segretario del Pd deve parlare con Grillo. Sì. Gli chieda un caffè, in streaming, in mondovisione, ma ci parli. E si confronti. Più o meno come si è fatto con Berlusconi (sic). Non averlo fatto, è stato uno stupido errore.”

– “Dov’è finita la riflessione sul 99%? Il Pd, oltre a dare concretezza e senso alle politiche europee, ha intenzione di occuparsi di ciò che succede nel mondo?”

– “Chi sono i 101? E perché, caso unico nella storia dell’umanità, non si dichiarano? Hanno pure vinto, perché schermirsi?”

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Prima si fanno appoggiare, e poi se ne lamentano

Si sono presi il Pd grazie a QUELLA stessa gente di cui ora si lamentano. Quelli delle “logiche clientelari che provocano un’ascesa del M5S nei sondaggi”. Quelli delle municipalizzate e delle partecipate incontrollate con cui finanziano consenso. Quelli che col finanziamento pubblico ci fanno le cene elettorali.

Si sono presi il Pd grazie a quella gente, e 400mila vocine, purtroppo poco ascoltate, dall’altra parte lo urlavano a gran voce: “Così sarà difficile cambiare per davvero!”.

Ora quella gente chiede il conto, o continua a fare i suoi porci comodi, senz’alcuna intenzione di imboccare la strada del “#cambiaverso”, e si inventano ‘sta pantomima vittimista e delirante.

Questa proverà ad essere l’ultima volta che sono “divisivo”, rispetto al Pd, sino al 25 Maggio. Perché penso che queste elezioni siano da vincere assolutamente, e nel mio piccolo non voglio far danno. Ma per carità: finitela anche voi.

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Pippo, ci sono!

La mia risposta all’appello di Pippo Civati, di oggi: 
http://www.ciwati.it/2013/04/23/la-ricognizione-e-la-sua-ripresa/

Pippo, ci sono!
Sicuramente non potrai ricordare, ma sono quello che giovedì sotto Montecitorio parlò con te di “riorientarsi, ma bene”. Sono quello che venerdì ti chiese (su Twitter, che barbaro) di scendere ad ascoltarci: non ti vidi, ma immagino tu fossi distrutto e ti abbiamo capito. 
Sono quello (come tanti) che sabato ha vissuto una giornata terribile, che se non ha pensato al “golpe” ha comunque visto a una Restaurazione bella e buona, o a una “prorogatio”, come tu stesso hai affermato.
Sono anche quello che su tutte le furie ha gioito per la chiamata all’assemblea di popolo che ci sarà l’8 maggio. Che del Partito Democratico non ne voleva più sapere, che era pronto a una ricostruzione di una sinistra “sinistra”.

Poi sono sopraggiunti i dubbi, gli stessi invocati da Barca, da te, da Puppato. Serve davvero sbattere ancora la porta, ripetere l’errore storico della sinistra italiana? Serve ancora rinunciare a trovare una sintesi? Serve davvero, o funzionerebbe, una formazione alla sinistra del PD, quella che qualcuno già sa che non gli farà paura?
So che costa e costerà fatica a Nichi Vendola, uomo dignitoso e intellettualmente onestissimo, come anche a tutti gli elettori di Sel (tra cui figuro anche io) ridare fiducia al partito che si é dimostrato ancora una volta un’accozzaglia di potentati, dominato da personaggi più o meno oscuri che tutto vogliono tranne che una formazione veramente socialdemocratica che sappia parlare di nuovo alle persone di questo Paese. Per questo ti sostengo, Pippo. E ti invito, l’8 maggio, ad andare insieme a Barca, Puppato e chi vuole, a quell’assemblea di popolo e tirare (benevolmente) Nichi per la giacchetta. Dirgli che si può fare, che si DEVE cambiare questo PD, non lasciarlo a chi l’ha distrutto. Né a chi vuole trasformarlo nella “terza via” blairista, con tutto il rispetto. Non siamo in America, non siamo nel Regno Unito. 
Io e tanti altri saremo lì, l’8 maggio, a darti una mano. Dovremo superare tante resistenze, ma sarà solo l’inizio della Resistenza quella vera.
Mai come ora sento che sarà la forza di chi partecipa fattivamente che potrà portarti davvero ad essere il nostro Segretario. Non i gruppetti di potere, o d’interessi più o meno pubblici. 
Fra le strade, tra la gente: questo dobbiamo tornare a fare. PARTECIPAZIONE.

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“E chi non le dice [le cazzate]?”

Detta alla pugliese, questi grillini sono proprio degli “scapucchioni”. In senso buono. Sono persone come noi. Parlano come noi. Magari hanno le nostre stesse competenze, quindi non troppe. E che per stare lì dentro e fare ciò che dovrebbero non sono abbastanza.

Ma, come dice Scanzi , “é facile prendersela con i grillini”. Che sono ingenui, che non sono allenati a tattiche, tecniche, strategie, che non sono subdoli. Il più smaliziato é Di Battista, che al mio “qualche volta dici cazzate però” ha risposto “e chi non le dice?”.

Sono dei sognatori questi portavoce, credono di star cambiando l’Italia. E sì, la stanno cambiando, e noi stiamo un po’ a rosica’. Vengono qui, alle sbarre, dalla gente, non hanno paura di confrontarsi, anche se non hanno troppi argomenti. Perché effettivamente “sono come noi”.

Grillo fa bene a provocare, dicono. Li ha guidati, dicono. A che ti servono le percentuali delle quirinarie?, chiedono. Vabbe’. SeL é brava, dicono. A parlare con loro del PD sono solo in 30, dicono. A me sembra lo farebbero in molti di più (sempre pochi, eh), ma ancora: vabbe’.

Oggi il MoVimento ha vinto di brutto. É venuto davanti alla gente e ha urlato “RODOTÀ”.