comment 0

L’Establishment con la E maiuscola

Davide Serra dice: “La finanza non vede l’ora che ci sia il caos [lui dice “il populismo”, io traduco] nel nostro paese. Ci guadagnano molto di più, ci speculano.”

Ecco, forse è questa l’unica volta che mi sentirete dargli ragione. Ma ha fottutamente ragione.
L’Establishment con la E maiuscola NON ESISTE. Ce ne sono almeno due o tre, se non molti di più.

Poi ovviamente si può pensare che la visione di società di Davide Serra sia sbagliata e vecchia. Si può pensare quello che ci pare, assolutamente.
Ma almeno questo impariamolo, ok?

comment 0

Un ragazzo, un manovratore, un ludopata

Una cosa è certa. La gestione del momento mediatico da parte di Renzi e co. non è delle migliori.

Tre messaggi contraddittori sui tre giornali più importanti del paese. Retroscena in ogni dove (se non vuoi che escano i retroscena.. fai in modo di limitarli. I retroscena escono per un motivo). L’impressione di non voler ammettere colpe. L’illusione del 40%. Renzianissimi con la fregola della rivincita ora e subito. Alfano, Mr. 1%, che ti tira per la giacchetta. Magari sono “cose di bolla”, ma questo esce fuori.

Lui, sullo sfondo, che non capisci se ora sia esattamente:
un ragazzo – “un ragazzo” (cit.) – sull’orlo di una crisi di nervi;
un manovratore oscuro;
un ludopata seriale.

Bene ma non benissimo. Io mi riposerei. Per un annetto, disciamo. Preparando il ritorno, per carità, ma su basi radicalmente nuove.

comment 0

Post-Referendum: vogliono andare direttamente al voto?

Insomma, vogliono andare direttamente al voto. O meglio, questo vuole Renzi e chi lo segue da più vicino. Vogliono andare al voto con l’Italicum alla Camera, modificato chissà come – forse per nulla – dalla Corte, e col Consultellum al Senato, anche quello stabilito dalla Corte.

Vogliono puntare il tutto per tutto alla Camera, sperando di poter trasformare questo doppione del 40,8 in un voto politico che gli darebbe – teoricamente – la vittoria al primo turno. E poi cavarsela al Senato, cercando la stessa maggioranza che hanno ora. Di fatto, non cambiando nulla. E male che va, facendo da argine al grillismo che straborderebbe con il ballottaggio alla Camera. Come nota Cassese, un blocco di sistema bello e buono.

Ad Alfano e soci sta bene, il Consultellum al Senato è l’unica chance che hanno per sopravvivere e pesare in un’opzione di governo. Salvini dice di andare a votare con qualsiasi legge elettorale, non si capisce per quale strambo calcolo politico. Grillo dopo aver urlato “Al voto! Al voto!” che fa? Si nasconde? Silvio tace, probabilmente vorrebbe veder logorare Renzi ancora un po’, ma alla fine difficilmente potrà opporsi.

L’ostacolo più grande a questo punto rimane solo Dario Franceschini. Che controlla tanta parte del Pd che magari a votare non ce vole anna’, ecco, e potrebbe far sponda con la minoranza. Che vuole anch’essa veder consumare il renzismo e riprendersi il partito, “l’unica cosa che conta”.

Io, moderatamente e pacatamente, nel rispetto di tutte le opinioni, ed anche un po’ spiccando Il Volo, la ritengo un po’ una follia. Una spregiudicatezza dopo una spregiudicatezza finita male.
Sono l’ultimo ad amare lo stallo, e nel mio piccolo posso dirmi un arcinemico delle larghe intese. Ma il segnale non era stato “straordinariamente chiaro”?

comment 0

Riciccia Bersani

Vedo che Bersani mi prova a fare lo stesso discorso di Jeremy Corbyn e Bernie Sanders.. Solo che nel 2011 non batteva ciglio davanti alla tecnocrazia senza freni (compreso il pareggio di bilancio). Nel 2013 diceva “Monti + qualcosa”, traghettandoci a un disastro più sensazionale di quello di ieri. Nel 2015 votava in Parlamento la riforma costituzionale che poi ha contribuito – poco – a bocciare alle urne.

Poi mi giro e vedo Corbyn e Sanders e il loro sbattersi senza fine per trent’anni. Rischiando ogni volta l’osso del collo. Riguardo Bersani, e.. Che penso? Che, senza offesa, è un po’ uno sciacalletto politico. E che a quel punto preferisco davvero Compagno D’Alema, che almeno nel 2013 se n’è stato a casetta e che, al netto del tanto rancore, discorsi “multipolari” del genere me li fa con cognizione di causa.

Ma la verità è che.. Stiamo solo perdendo tempo.

comment 0

La responsabilità – ancora – al Pd

Se non Renzi in qualità di premier, almeno il Pd – quindi Renzi in qualità di segretario, a meno che non si dimetta immediatamente anche da quello – deve ora trovare una soluzione per finanziaria e legge elettorale.

Non si tratta di volerlo vedere soffrire e logorare – io penso sia giustissimo che lui scelga di andarsene e chissà, magari anche ricominciare – però spero davvero che abbia pensato a una soluzione potabile per non lasciare il paese in balia del BOH.

Francamente, ma magari se ne fregano in pochi, sarebbe veramente l’unica cosa davvero un po’ inaccettabile. Insomma Renzi ci pensi, c’è gente che ha voluto fare il premier per anni nel suo partito e che magari una chance ora ce l’ha. DARIONEEEEEE

comment 0

ANTI-EU, ANTI-ESTABLISHMENT, ANTI-RENZI

Sappiate che i giornali stranieri domattina parleranno di questa storia come l’ennesimo voto anti-UE. Che è abbastanza una cazzata, anche se sicuramente i partiti più pesanti sul fronte del NO non si possono definire europeisti, mentre il Pd, con qualche angolatura, ancora lo è piuttosto. Da questa narrazione partirà un momento di terrore sui media, nelle borse, nei magazine che odiano la politica. Durerà fino a gennaio, rovinandoci il Natale, ma poi sarà la same old story, banche permettendo. E la “same old story” – è importante esserne consapevoli – è un piano inclinato verso la merda più nera.
Agli innamorati della Costituzione più bella del mondo: francamente no, mi dispiace, non credo proprio sia per custodire la Carta – testo sacro laico – che il voto si sia dispiegato in questo modo.

La connotazione “anti-establishment” (ma forse anche semplicemente solo anti-governativa) del risultato, invece, mi pare ancora una volta un filo più azzeccata delle altre. Renzi si è per un momento creduto talmente forte, politicamente, da provare a cavalcare questo tsunami globale che maledice e travolge tutte le èlite, anche quelle che ci hanno tardivamente capito qualcosa. Non ha funzionato, nonostante il notevole sforzo, il sacrificio alla Dea del Consenso di un punto culturale che era finora sempre stato fondamentale, per i progressisti: quello della cosiddetta “nobiltà” della politica.

Ci sarebbe voluta un po’ più di credibilità, meno personalizzazione (che chiariamoci, non vuol dire che Renzi non doveva dimettersi o non prendere sul serio il segnale politico che sarebbe uscito dalle urne: io lo apprezzo per essersi preso la sua responsabilità), e forse.. un pizzico in meno di arroganza. Ma sugli ex-post non mi allungo né dilungo: 1) non sono affetto gradevoli 2) qualcuno avrebbe saputo di più? Io no, non credo 3) il gap di partenza del fronte del SÌ, e su questo insisto, era veramente molto ampio.
Hanno contributo alcuni – forse troppi – errori di governo, e una riforma che in alcune parti è sembrata raffazzonata anche ai meno precisini.

Tempi interessanti. Anzi, #interessantissimi

comment 0

Referendum – Viva l’Italia

È che alla fine dei conti poi a me stanno generalmente simpatici quelli che ci provano, a fare le cose. Anche quando ci provano un po’ alla cazzo di cane. In un paese totalmente immobile, insomma, anche se non sono proprio d’accordo con te, apprezzo la voglia di fare.. Diciamo.

Però, amici, pensare che dopo una scoppola del genere quel ragazzo di Rignano possa tornar su così facilmente.. EHM.. Non so, va bene la stima e l’attenzione, però.. La politica? Dov’è?

Ma vedremo, vedremo anche questo. D’altronde ne vedremo delle belle, no? Almeno gli addetti ai lavori si divertiranno, si divertiranno un sacco, ecco. Piuttosto non so quanto si divertiranno le persone normali, che oggi hanno scelto nettamente e spero consapevolmente.

Viva l’Italia, comunque.. Che paese meraviglioso. Sempre e comunque.

comment 0

Una frase, radicali interpetazioni

Mai nella storia la stessa frase – in questo caso “Bene l’Austria. Ora battiamo anche noi il populismo!” – è stata pensata ed espressa da così tante persone contemporaneamente, intendendo speranze così radicalmente diverse, come in Italia il 4 dicembre 2016.

Che paese meraviglioso, senza alcuna ironia

comment 0

Referendum – Affluenza ABNORME

Ora, la questione è questa.
O c’è tantissima gente che davvero ODIA Renzi..
Oppure tanta gente è stata “risvegliata” da Renzi grazie alla sua campagna e il suo messaggio che, in un modo o nell’altro, è di cambiamento.

Badate che parlo di Renzi – non me ne vogliate – semplicemente perché è senza dubbio stato lui il protagonista principale di questa consultazione, da ogni punto di vista. Com’era ovvio, d’altronde.. Anche qui, non me ne vogliate.

Io sinceramente non vedo gli italiani come un popolo che “reagisce” alla comunicazione ad alta intensità di un personaggio come Renzi andando a votare in massa contro di lui. Basta ricordare le campagne incredibili di Berlusconi, condotte anche con un bagaglio di zero credibilità.

Ma bisogna dire che i tempi sono anche cambiati, a livello globale. E che il voto-calcio in culo, così come il voto-reazione, sono diventati una pratica molto più comune che un tempo.

Insomma, una cosa è certa: abbiamo bisogno di chiavi nuove..

comment 0

Il Sì contro tutti

Prima che esca qualsiasi dato, vero o finto..
Da un punto di vista prettamente tecnico, di algebra politico-elettorale, la straordinarietà starebbe in una vittoria del SÌ, sostenuto solo da un partito dato al 30%. Non in una del NO, sostenuto dal restante 70%.

Ogni narrazione di “grande impresa”, quindi, da una parte e dall’altra, tenga conto di questo. Che conta, eccome se non conta, data anche la quasi inevitabile personalizzazione della contesa. E questo, ovviamente, senza contare tutta la campagna che abbiamo visto.

Il fronte del SÌ ha scelto una sfida frontale molto ardua, da “uno contro tutti”, e saranno Renzi e il suo gruppo dirigente a pagarne le spese in caso di fallimento. Oddio, non solo loro.. Ma di questo abbiamo già parlato ampiamente.

Mo’, aspettamo.