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Tornando a casa, #tantipiccolipescirossi

Tornando a casa poco prima delle 8 di mattina, dopo il turno di guardia notturno alla Festa de l’Unità, distrutto, con in testa le canzoni, la conta, i discorsi su un futuro difficilissimo, pensando ai sacrifici e ai rischi enormi che abbiamo il coraggio di prenderci pur di far politica col sogno di cambiar qualcosa..
(riprendo fiato, periodo troppo lungo)
..ho incominciato a capire cosa vuol dire l’affetto per un partito, cosa vuol dire far parte di qualcosa di parecchio più grande di te, che attraversa coscienze da decenni, che ha plasmato esistenze, nel bene e nel male.

Ed ho anche capito che é un po’ troppo che si soffre da queste parti, e che non può durare per sempre, che quella di “cambiare tutto”, ma per davvero, non é più solo un’opinione d’ora in poi, ma una condizione necessaria per andare avanti.

Lavoriamo per noi, ma soprattutto per voi: anche se vi facciamo un po’ di tenerezza, o un po’ schifo, dateci una mano.
#tantipiccolipescirossi

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#tantipiccolipescirossi

Tornando a casa poco prima delle 8 di mattina, dopo il turno di guardia notturno alla Festa de l’Unità, distrutto.

Con in testa le canzoni, la conta, i discorsi su un futuro difficilissimo, pensando ai sacrifici e ai rischi enormi che abbiamo il coraggio di prenderci pur di far politica col sogno di cambiar qualcosa.. (riprendo fiato, periodo troppo lungo) ..ho incominciato a capire cosa vuol dire l’affetto per un partito, cosa vuol dire far parte di qualcosa di parecchio più grande di te, che attraversa coscienze da decenni, che ha plasmato esistenze, nel bene e nel male.

Ed ho anche capito che é un po’ troppo che si soffre da queste parti, e che non può durare per sempre, che quella di “cambiare tutto”, ma per davvero, non é più solo un’opinione d’ora in poi, ma una condizione necessaria per andare avanti.

Lavoriamo per noi, ma soprattutto per voi: anche se vi facciamo un po’ di tenerezza, o un po’ schifo, dateci una mano.

#tantipiccolipescirossi

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Storia dei #tantipiccolipescirossi

E’ Agosto. L’idea viene all’improvviso, guizza proprio come fanno i pesci. Indosso una maglietta dei Prodigy, di “Breathe”: un pesce accampato lì sopra, all’altezza del petto, proprio un pesce. Arancione, per la verità. Ma il nostro dovrà essere rosso: sarà che quel colore ancora qualcosa ce la lascia immaginare.
E poi non il NOSTRO pesce, allora, ma i NOSTRI, perché col rosso non si va mai da soli. 
Boccheggiamo sì, piccoli e indifesi, in un’acqua sporchissima, ma decidiamo di andare anche da qualche parte, e non siamo soli. E poi, soprattutto, siamo rossi. “Torneremo, e saremo milioni” diceva un nostro vecchio compare, uno che qualche anno fa ancora compariva orgogliosamente sui nostri manifesti. E allora non saremo proprio milioni, ma almeno un centinaio sì.
L’idea non è nuovissima: tanti piccoli pesci rossi si uniscono, e continuano ad unirsi verso una coda ancora incompleta, in un grande pesce rosso.
Nell’atto di mangiare, ok… ma Cosa? 

Comparirà poi uno squalo, sul fondale del palco della nostra Festa dell’Unità: la personificazione (o dovrei dire “animalificazione”) di un “cattivo” da sconfiggere con la forza del gruppo.

Ma l’Idea si spinge oltre la semplicità del messaggio immediato, dalla logica del nemico, deve farlo o soffocherà. Qual è il problema principale del nostro tempo, la sua tragedia dilaniante?
Al disamore, alla sfiducia, al menefottismo, agli sguardi girati dall’altra parte dobbiamo rispondere con una richiesta.
Una richiesta di aiuto. Una richiesta di nuova partecipazione, di parole, di idee, ed anche di insulti.
Noi vogliamo sapere cosa ci ha allontanati dall’occuparci di noi stessi, e cosa di noi stessi si può portare nel “percorso di ricognizione” che dobbiamo assolutamente riprendere a correre se non vogliamo morire di ignavia, se non vogliamo scomparire nel nulla cosmico.
Noi vogliamo sapere, da chi ci guarda quasi con simpatia, ma anche da chi ci scruta ridendo sotto i baffi, se non proprio con disprezzo, cos’è che quel tanto che manca per rendere i nostri progetti qualcosa per cui vale la pena spendersi.
Noi vogliamo che ci si dica, da quelli che “Ma che ci state a fare ancora lì?”, cosa dobbiamo fare affinché possiamo essere considerati un’alternativa credibile.

Noi crediamo che si possa cambiare, altrimenti non faremmo tutto questo. E’ una questione di Partito Democratico, una questione di sinistra, ma soprattutto una questione del Paese. Da Albano in su (e non geograficamente).
Dateci una mano: non basta il pensiero, basta UN pensiero. Anzi, DUE.

Da stasera, chi passerà alla Festa dell’Unità di Albano Laziale, potrà partecipare al “graphic brainstorming” dei #tantipiccolipescirossi: un tazebao di diverse sensibilità su cui speriamo l’8 Settembre non ci sarà più spazio.
Sulla sinistra, accanto ai pesciolini che si uniscono, potrete scrivere o disegnare cosa serve a questa politica, a questo Pd, a questa sinistra. Sulla destra, invece, vicino alla bocca del pesce, scriveremo e disegneremo cosa ci dobbiamo mangiare una volta per tutte.

E’ importante: vi aspettiamo.
#tantipiccolipescirossiImmagine

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Che bello, papà. Niente IMU, papà.

Che bello, papà.
Non pagheremo l’IMU quest’anno, papà.
Te lo dico io cos’hanno pensato, che cos’hanno architettato, a cosa sono arrivati pur di farci questo regalone, papà.
Pensavano che facendoci questo regalone, papà, adesso Silvio, quel signore di cui parlavi -ma di cui allo stesso tempo non volevi parlare- in uno dei tuoi pochissimi post su Fb, l’altro giorno, Papà, ecco, pensavano, anzi pensano, anzi pensa, il grande Tattico del Partito Democratico di cui mai sapremo il nome, ecco quest’altro signore pensa che facendoci questo regalone, e facendolo anche a Silvio, anzi, forse più a Silvio che a noi, il regalone, adesso Silvio starà zitto per un po’ e non romperà le bballe con questa storiella della legge Severino, della Costituzione, pensa un pò, DELLA COSTITUZIONE.
Chissà, magari il Tattico del Partito Democratico questa volta ci azzecca, papà.
Chissà, papà, che bello, papà.

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Che bello, papà.

Che bello, papà. Non pagheremo l’IMU quest’anno, papà. Te lo dico io cos’hanno pensato, che cos’hanno architettato, a cosa sono arrivati pur di farci questo regalone, papà.

Pensavano che facendoci questo regalone, papà, adesso Silvio, quel signore di cui parlavi – ma di cui allo stesso tempo non volevi parlare – in uno dei tuoi pochissimi post su Fb, l’altro giorno, Papà, ecco, pensavano, anzi pensano, anzi pensa, il grande Tattico del Partito Democratico di cui mai sapremo il nome, ecco quest’altro signore pensa che facendoci questo regalone, e facendolo anche a Silvio, anzi, forse più a Silvio che a noi, il regalone, adesso Silvio starà zitto per un po’ e non romperà le bballe con questa storiella della legge Severino, della Costituzione, pensa un pò, DELLA COSTITUZIONE.

Chissà, magari il Tattico del Partito Democratico questa volta ci azzecca, papà. Chissà, papà, che bello, papà.

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Moderati chi? Cosa?

Questi sono i punti da cui Galli Della Loggia pensa che il centro-destra cosiddetto “moderato” debba ripartire dopo Berlusconi:

“Un certo senso dello Stato e dell’interesse pubblico, l’idea della Nazione come vincolo di solidarietà e scudo necessario nell’arena internazionale, e poi l’orizzonte della compostezza, del saper leggere e scrivere, del giocare pulito, e sopra e prima di tutto la necessità di essere liberi in modo non distruttivo.”

Dopo Berlusconi, eh. Dopo 20 anni di berlusconismo. Basati sul totale contrario di ciò che elenca il bacucco.

La verità è che il bacucco -ripeto: un altro di quelli da mandare in pensione al più presto- si riferisce a una base popolare che ora vota per lo più Grillo. Perché è stanca, disillusa, distrutta da un berlusconismo che ha schiacciato tutto. Poi ci son quelli che si sono fidati della democristianeria malcelata di QUESTO Pd, o dal liberalismo austero quanto stantio di Monti.

Il PROBLEMA di questi EQUIDISTANTI PER PROFESSIONE, di codesti che han fatto del CERCHIOBOTTISMO una ragione di vita, è che fanno una fatica tremenda a vedere le anomalie, gli spostamenti, le radicalizzazioni, le polarizzazioni, gli snaturamenti di una società che si muove mille e più volte più veloce delle loro menti avvizzite dalla sicurezza di un editoriale (almeno) a settimana sul principale quotidiano della Repubblica delle Banane.

Queste operette del falso buonsenso ne sono la plastica dimostrazione scritta.
Daje Galli, continua così.

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Ingenuità o malafede?

L’unico dubbio che resta è: ingenuità o malafede?

Nel pensare che non vi sia connivenza o assoluto godimento in certi soggetti del Pd e del Pdl a ritrovarsi insieme;
nel credere davvero che si potesse fare non qualcosa di buono o “qualcosa di sinistra” (citiamo anche nanni, dato che ne ha fatti 60 pochi giorni fa) o semplicemente QUALCOSA con questo accrocco;
o che non fosse indicativo l’aver attrezzato 21 ministri e innumerevoli sottosegretariati;
nell’immaginare che silvio non avrebbe fatto un fiato, in nome della stabilità, nel caso di condanna (chiamatelo pure antiberlusconismo, chissenefrega).
In sostanza: nel pensare che questo “sofferto” governo potesse fare qualcosa o salvare qualcuno (forse qualcuno lo ha salvato, in effetti, o lo salverà, peggio). 

Il “che altro si poteva fare?”, il “non c’erano alternative” con cui si cerca affannosamente di incastrare il mio e di altri ragionamento su come sono andati questi disgraziati mesi di politica decade immediatamente.
Dal momento che prima potevamo chiedere “e poi, che farai?”.
E che ora, a carte scoperte, a condanna (di Silvio) aggiudicata, possiamo chiedere “ed ora, che si fa?”.
A quale ricatto si deve cedere ancora?

Ingenuità o malafede?
Spero, ma non credo, sia solo ingenuità, ma sarebbe tragico lo stesso.

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Le operette del falso buonsenso

Questi sono i punti da cui Galli Della Loggia pensa che il centro-destra cosiddetto “moderato” debba ripartire dopo Berlusconi: “Un certo senso dello Stato e dell’interesse pubblico, l’idea della Nazione come vincolo di solidarietà e scudo necessario nell’arena internazionale, e poi l’orizzonte della compostezza, del saper leggere e scrivere, del giocare pulito, e sopra e prima di tutto la necessità di essere liberi in modo non distruttivo.”

Dopo Berlusconi, eh. Dopo 20 anni di berlusconismo. Basati sul totale contrario di ciò che elenca il bacucco. La verità è che il bacucco -ripeto: un altro di quelli da mandare in pensione al più presto- si riferisce a una base popolare che ora vota per lo più Grillo. Perché è stanca, disillusa, distrutta da un berlusconismo che ha schiacciato tutto.

Poi ci son quelli che si sono fidati della democristianeria malcelata di QUESTO Pd, o dal liberalismo austero quanto stantio di Monti. Il PROBLEMA di questi EQUIDISTANTI PER PROFESSIONE, di codesti che han fatto del CERCHIOBOTTISMO una ragione di vita, è che fanno una fatica tremenda a vedere le anomalie, gli spostamenti, le radicalizzazioni, le polarizzazioni, gli snaturamenti di una società che si muove mille e più volte più veloce delle loro menti avvizzite dalla sicurezza di un editoriale (almeno) a settimana sul principale quotidiano della Repubblica delle Banane.

Queste operette del falso buonsenso ne sono la plastica dimostrazione scritta. Daje Galli, continua così.