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Ma perché il Pd vuole lo streaming?

Già, la notizia di un’apertura dei Cinque Stelle -in toni finanche troppo collaborativi, quasi mielosi se pensiamo a quelli soliti- nei confronti del Partito Democratico (per ora solo riguardo la scrittura della legge elettorale) potrebbe in sé avere un’evoluzione importante per la situazione politica italiana.
Tuttavia, é la risposta, contenente in sé una proposta -anzi, una condizione- da parte del Partito Democratico al primo post sul blog di Grillo ad aver lasciato perplessi.
In quest’ultima, infatti, declinata da più voci -sospettose, come quella della Serracchiani, possibiliste, come quella del neo-presidente Orfini-, compaiono anche le parole del vicesegretario Guerini: “Noi ci confrontiamo con tutti, a patto che l’incontro sia in streaming”.

Perché il Pd chiede che un incontro potenzialmente importante come quello con un possibile nuovo alleato per una delle riforme ritenente essenziali -quella elettorale- debba passare per lo streaming? Anche questa volta, ancora, insegue il Movimento di Grillo, senza rivendicare quella rinnovata e ritrovata onestà intellettuale che porta ad ammettere: “Lo streaming non ha alcun senso, se possiamo dirci tutto il contrario appena spente le telecamere. E infatti di farlo con Berlusconi non ci pensiamo nemmeno”.
E poi lo streaming non ha portato affatto bene a Bersani nel 2013, mentre andò decisamente meglio la retorica forlaniana di Letta. Difficile da valutare la performance di febbraio tra Renzi e Grillo. Poi, le direzioni nazionali: una vera occasione di ragionamento politico e scelta della “linea”, o uno show, un comizio, uno spot bello lungo?

Uno dei “falsi miti della buona politica” é quello della trasparenza. Ma la trasparenza -parola sì preziosa- dovrebbe essere applicata nei conti, nei documenti, nelle pratiche, nelle risposte date dai rappresentanti politici riguardo ciò che hanno fatto, fanno e faranno. Non in quella buffonata provatamente conclamata che é stato, é, e sarà uno streaming sulla battaglia politica del momento.

Nicolò Scarano
@nicoloscarano

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3 Comments

  1. roberto1

    Chi di spada ferisce, di spada perisce.
    Così si potrà evitare il triste balletto di rimbalzo delle responsabilità di un probabile nulla di fatto, legato ad un’iniziativa forse giocata tutta sul piano tattico, con poca, pochissima sostanza.
    Come si dice a Napoli, perdonate lo scritto, “accà nisciuno è fesso!”

    • Nicolò Scarano

      Concordo.
      Sembra quasi un modo per dire “facciamo ‘sta buffonata, tanto l’accordo vero lo abbiamo già fatto”.

  2. roberto1

    Infatti.
    L’accordo c’è già e mi pare che Renzi abbia confermato che quello è e da lì si parte (e si arriva).
    Resta da vedere se FI riesca a mantenerlo, senza fughe in avanti o “rilanci” inopportuni in questa fase.
    Andare a vedere il “gioco” degli altri non solo è cortesia, ma è obbligo in democrazia.
    Ma mi sembra evidente che il mandatario Di Maio non ha gioco in mano, solo liscie e scartine.
    Il suo bluff merita lo streaming, se non altro come “incidente probatorio”.
    Vogliono partire da proporzionale e proposta grillesca.
    Non è più tempo de “oggi le comiche”.

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