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Di Wikileaks, Clinton e l’Amerika

E allora, visto che sono organo di stampa pare (bah) e devo essere “imparziale”, mi sono andato a leggere cosa contiene la sesta tranche (molto simile alle altre, pare) dei WikiLeaks sulle mail della campagna della Clinton. La trovate qui.

Ebbene, a me Hillary Clinton non piace. Hillary Clinton è la personificazione di un establishment in caduta libera, e la sua probabile vittoria, sebbene possa avere da una parte un significato positivo (una donna alla Casa Bianca? hai detto poco), dall’altra parte non risolverà, per non dire che incancrenirà, uno dei problemi più spinosi del nostro tempo, che è l’alienazione sempre più estrema ed estremizzante di una parte della cittadinanza occidentale. Non solo dai sistemi classici dei media, ma anche della politica.

Però, in questi scandalosissimi WikiLeaks uno cosa ci trova? Fondamentalmente degli scambi alquanto comuni tra professionisti della comunicazione, tra questi ultimi e giornalisti vicini (uh, che sorpresa), tra figure di spicco della campagna e alcuni dei suoi finanziatori piu’ importanti, tra cui Soros, che per la legislazione americana sono stati già resi trasparenti, *a chi vuole informarsi*. Finora, se qualcuno non vuole smentirmi, davvero poco pochissimo di scandaloso.

La verità dunque è che i motivi per cui uno non voterebbe Hillary Clinton non sono nascosti nei suoi leaks, ma sono alla luce del sole: una politica estera unipolare e pericolosa, gli errori del passato (guerra in Iraq compresa), e un certo agio con i cosiddetti “poteri forti” di cui sopra. Sono tutti elementi di cui agli americani disinformati frega poco, e che a gran parte degli americani informati invece piacciono. E che invece gli “alienati” trovano riprovevoli, ma non necessariamente più della voce stessa della Clinton, o del suo organo di riproduzione, così come delle presunte molestie sessuali perpetrate dal marito Bill.

Non bisogna sorprendersi se l’ultimo mese della campagna presidenziale si apra con una gara a chi colleziona piu’ accuse di stupro con vent’anni di ritardo. Ed è per questo, insomma, che alla fine Hillary probabilmente la porterà a casa. Perché nonostante un “sistema” che proprio non riesce a riformarsi, testimoniato da un blocco mediatico chiaramente “biased”, un milionario fuori di testa incapace di intrattenere rapporti civili come Donald Trump rimane semplicemente invotabile per la grandissima parte degli statunitensi. A cui, ve lo devo dire, delle obiezioni ideologiche sull’Amerika con la kappa non frega proprio una mazza. Preferiscono avere un Presidente, o *una* Presidente, quantomeno presentabile, e con un pizzico di sale in zucca.

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