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Conservatives e Labour: Due putsch di partito

Intanto per i Conservatives si candidano Theresa May, quella del “Rimani in UK solo se guadagni almeno £35k all’anno” (e altre simili simpaticherie), e a sorpresa Michael Gove, il mastermind della campagna – quella per il Leave – più cialtrona e gravida di falsità della storia dei referendum (sino ad ottobre in Italia, forse). Quest’ultimo parrebbe aver tradito il compagnuccio di merende – fino a ieri – Boris Johnson, ex sindaco di Londra, considerato “incapace di fare squadra”, il quale per ora rimane alla porta assieme a Jeremy Hunt, quello del disastro del National Health Service, che chiede “un altro referendum sulla Brexit”. LOL

In casa Labour sono invece previste per oggi le candidature di Angela Eagle, colei che è arrivata ben quarta (su quattro) nel congresso per il vice-Corbyn dieci mesi fa, disconosciuta anche dal suo stesso Costituency Labour Party per il “coup” di martedì, e a sorpresa (contro il progetto di avere un unico candidato contro ‘l’usurpatore socialista’) Owen Smith, il quale pensa che la candidatura di Eagle “non sia abbastanza di sinistra per battere Corbyn” (ari-LOL). Putsch di partito: non lo stai facendo benissimo, disciamo. Che peccato non essere in quel di Londra nei prossimi mesi.

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