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#Civati e #Cancellieri: la verità su ieri e oggi.

Vediamo di ristabilire un po’ di VERITÀ e di dare qualche ripasso di CULTURA POLITICA, perché oggi di stronzate ne vedo a mucchi, e fatte pure con lo stampino dell’opportunismo.

Civati presenta la mozione per sfiduciare Cancellieri ALL’INTERNO DEL GRUPPO PD, con sole 15 firme (ne servono SESSANTATRÉ per presentare alle Camere): tenta dunque, politicamente, di far cambiare posizione al partito di cui é candidato segretario.
Qui il premier Letta pone sposta la questione su se stesso e sul suo imbarazzante governo, Cuperlo spara bile a proiettili, Gentiloni il coniglio ritira il suo odg e così tutti i renzianucci: la mozione, che Civati NON HA MAI RITIRATO, non viene neanche votata. Lo stesso denuncia la follia politica in corso, rimanendo della STESSA POSIZIONE (altro che “si é adeguato”).

Oggi Epifani fa un discorso imbarazzante, il PD viene preso a pesci in faccia da tutti ma proprio tutti, Civati dichiara la sua assoluta contrarietà alla fiducia alla Cancellieri pur rispettando la decisione presa dal partito (ma in realtà semplicemente imposta da Letta, e, più su, da Napolitano).

A seguire, valanghe di merda contro Civati: l’unico che ha provato democraticamente a far cambiare questa posizione (a 90 gradi) del suo partito ma che ha dovuto accettarne poi -come si fa in un partito- la decisione a maggioranza.
Capisco le infamie da parte di chi non ha alcuna cultura politica (vedere grillini), ma da quelli che nel Pd ci stanno NO, PROPRIO NO. Ancor peggio se queste arrivano dai sostenitori del servo dei servi Cuperlo e dell’inconsistente pupazzetto (soprattutto nei giorni importanti) Renzi.

Ma cosa poteva fare Civati, sentiamo.
– Cercare le firme per la sua sua mozione fuori dal Pd, tra leghisti, berlusconiani, gallisti, socialisti, e amenità varie. Risultato: Civati fuori dal Pd e mozione fallimentare.
– Votare la mozione M5S, piena di assurdità come la comparazione al caso Ruby. Risultato: Civati fuori dal Pd e mozione fallimentare.
– Astenersi. Risultato: mozione fallimentare e Civati dileggiato come “incapace di decidere” (se non fuori dal Pd).
Civati ha invece provato a far cambiare posizione al suo partito, che ha rifiutato, accettando il ricatto di Letta, e ha poi rispettato il volere del gruppo parlamentare, perché COSÌ SI FA quando si sta in un partito. A maggior ragione quando sei candidato per guidarlo. Altro che incoerenza, altro che mancanza di coraggio: ma più di andar contro a Letta, Cuperlo ed Epifani sia nel gruppo che in aula, che doveva fare?

Ora vorrei sentire un altro po’ di stronzate, prego.

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