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Amnistia soft, riforme HARD

L’unica soluzione buona per la “questione carceri” é un’amnistia soft (che coinvolga quindi i detenuti “vittima” delle leggi-infamia di cui parliamo da giorni, oltre che delle troppe inutili custodie cautelari e così via) corredata da riforme HARD (e quindi l’abolizione, una volta per tutte, delle suddette leggi, rimodulazione di pene, e, in seguito, riforma forte delle procedure penali).

Dispiace dover prendere posizioni evidentemente impopolari per COLPA -sì, colpa ed omissione- di chi in passato non si é minimamente curato della questione, ma come si fa a lasciare le patrie galere e i suoi abitanti in determinate condizioni? 
Come facciamo a mettere in campo il concetto di “nazione civile”, o di “legalità”, facendo scontrare “certezza della pena” e “dignità umana”?
É drammatico. Dispiace dover vedere questo teatrino ogni 6 anni. Anzi, fa veramente incazzare. 
Ma l’incapacità di governo non la possono pagare le persone, per quanto delinquenti.

E soprattutto: “Non si fa un congresso (ma neanche una competizione elettorale) sui detenuti”, come dice Civati. Sarebbe un addendum allo squallido in cui siamo -ahinoi- capitati.

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