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Renzi al #Lingotto17: bene, ma.. “chi ce crede”? 

Ho ascoltato il discorso di Matteo Renzi al #Lingotto17.

Bene l’aver detto che anche la tecnocrazia (e la burocrazia, ma quello è un classico) è antipolitica.

Bene la proposta di fare delle primarie europee all’interno del PSE – anche se poi non ce la fa proprio a non provocare nominando Macron… E vabbe’. 

Bene il focus sul Mediterraneo e l’Africa.

Bene la centralità dell’Europa, e la scuola nel carcere di Santo Stefano a Ventotene. 

Bene la visione critica sul “tema della flessibilità”. 

Bene la presa d’atto – e buongiorno, eh, Matte’! – che dall’inizio della crisi in poi sia in atto un profondissimo cambio di paradigma. 

Parecchi occhiolini alla tradizione della sinistra – e la Festa dell’Unità, e il “compagno”, e la necessità di collegialità all’interno del partito, e la “dimensione umana dei circoli”… Sì, sì, ok. E poi il rilancio della scuola di partito – la Frattocchie 2.0, che si spera non sia ancora una volta un club di.. Referenti, sì, referenti (cit. Livio Ricciardelli, sennò mi querela).

In conclusione, dopo una carrellata di consumati (anche troppo) cavalli di battaglia, arriva anche l’evocazione di “identità” e “patriottismo” – però dolce – come elementi da ricongiungere alla sinistra. 

Mo’ bisogna capì chi ce crede, a tutte queste belle cose. Ma soprattutto, bisogna capire chi ci crede fuori dal Partito Democratico, non dentro, dato che le primarie sono molto probabilmente già in tasca. 

E per “chi ce crede”, sia chiaro, non intendo che lui stesso non creda a quello che dice – perché evidentemente ci crede, a quello che dice. Ma parlo proprio di una ovvia questione di credibilità dovuta al fatto che fino a tre mesi fa Matteo Renzi era il capo del Governo, e fino a un mese fa il leader del partito che si accinge a riconquistare. 

Sicuramente uscirà molto corroborato da questa tre giorni – “Io ci sono, anche con le mie cicatrici” (ellamiseria..), il (futuro) Segretario del Pd. I problemi più grandi, però, per quel che resta del centrosinistra, a mio avviso restano tutti lì. 

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Archiviato in:Comunicazione, Politica

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A Southern italian transplanted in the first province of the ancient empire, Rome, and then in (one of) the capital(s) of the modern one, London. A bachelor in Political Science and International Relations, a Master of Arts in Political Communication at City University London (still to complete). An endless passion for politics, with a predilection for electioneering and communication. Fire in the eyes for Public Relations and a more just and transparent Lobbying. Social media geek, with a great interest in the development of the World Wide Web, and an harshly critical look over media and information issues (mediabias.it). Curiosity, always and for anything. Politically, a leftist progressive. One motto in the head, since the very childhood: "Leave the world a little better than you found it".

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