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Quell’intimissimo desiderio di collasso

Dopo una settimana in Italia che, oltre a divorare amenità come una scrofa, mi ha visto sbattere il muso direttamente e indirettamente – ma comunque molto da vicino – contro più di un ambito della pubblica amministrazione lavativa, inetta ed incompetente, ho pensato “cazzarola, se c’è un concetto che proprio non mi va giù che Renzi non abbia portato avanti fino in fondo è quello per cui è stato più criticato: una sacrosanta ROTTAMAZIONE di tanti di questi garantiti arroganti e odiosi che levano spazio a NNNOOI.”

E sì, mi è venuto il tic generazionale, anche a me, lo ammetto, ché di queste lagne ho sempre cercato di fare a meno. Il fatto è che la mia generazione vota un accrocco di scappati di casa senza arte né parte, senza idea né abilità, come il Movimento Cinque Stelle, per una motivazione lampante sopra le altre: sfogare un lungamente covato, ed intimissimo, *desiderio di collasso*. Poi, è chiaro, ci stanno anche quelli che ci credono, che ‘sti quattro deficienti teleguidati in maniera più subdola dei pupazzetti di Westworld, riescano a fare qualcosa di buono. O almeno a liberarsi delle incrostature più perniciose che attanagliano il governo del Paese. Ci ho creduto anche io in qualche momento di disperazione. 

Ma alla fine ho capito che in fondo vorremmo solo vedere tutto cadere. Crollare. Destrutturarsi. Con l’escatologica convinzione che a quel punto – cazzo – ci infileremo nelle intercapedini della vostra inettitudine, vi manderemo tutti – o molti – a casa, e potremo finalmente fare la nostra parte. 

Ovviamente no, non è tutto così semplice. Anzi. Perché poi ci ragioni un secondo di più e ti accorgi che quei puri tuttiacasisti soliti ingurgitare spremute di umanità e honestà provinciali altro non sono, ma neanche loro lo sanno, che dei piccoli nazistelli. Reazionari ed eversivi – e non serviva l’ultimo posto di peppecrì per capirlo. Da fermare a tutti i costi, pur evitando trucchetti da videogioco. In attesa del collasso peggiore.

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A Southern italian transplanted in the first province of the ancient empire, Rome, and then in (one of) the capital(s) of the modern one, London. A bachelor in Political Science and International Relations, a Master of Arts in Political Communication at City University London (still to complete). An endless passion for politics, with a predilection for electioneering and communication. Fire in the eyes for Public Relations and a more just and transparent Lobbying. Social media geek, with a great interest in the development of the World Wide Web, and an harshly critical look over media and information issues (mediabias.it). Curiosity, always and for anything. Politically, a leftist progressive. One motto in the head, since the very childhood: "Leave the world a little better than you found it".

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