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Leopolda, proteste

L’anno scorso sono andato alla Leopolda e l’ho trovata una convention triste, stanca, noiosamente governativa. Due palle, francamente. Non so se ci sarei tornato anche quest’anno, anche se – come è ovvio, dato la prossimità dell’appuntamento referendario – pare ci sia in giro molto più entusiasmo.

Entrando nella Stazione, nessuno mi ha chiesto cosa pensavo di Renzi, della riforma Costituzionale, del governo. Tutte questioni su cui nutrivo non pochi dubbi, così come oggi. Anche se molti erano vestiti esageratamente bene, ho visto al suo interno anche gente normalissima. Tanta, fin troppa ansia di fare “networking”, di piantare bandierine: comprensibile.

Pare che la manifestazione di oggi, come quasi tutte le manifestazioni, sia stata composta da una gran parte di pacifici, così come da una più piccola – ma sostanziosa – parte di gente che aveva voglia di fare un po di casino.

Chiedo, a chi pensa che il permesso di manifestare DAVANTI alla Leopolda dovesse essere dato senza colpo ferire:

  • A cosa sarebbe servito?
  • Perché pensa che la presenza di mezzo governo nello stesso posto non sia condizione sufficiente per misure di sicurezza specifiche.

E infine chiedo: quale effetto credete abbia sull’opinione pubblica, in vista dell’appuntamento referendario, la presenza attiva, alla suddetta manifestazione, di personaggi chiaramente poco pacifici e intenzionati a interrompere la Leopolda – infiltrati, si dirà?

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Filed under: Politica, Post

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A Southern italian transplanted in the first province of the ancient empire, Rome, and then in (one of) the capital(s) of the modern one, London. A bachelor in Political Science and International Relations, a Master of Arts in Political Communication at City University London (still to complete). An endless passion for politics, with a predilection for electioneering and communication. Fire in the eyes for Public Relations and a more just and transparent Lobbying. Social media geek, with a great interest in the development of the World Wide Web, and an harshly critical look over media and information issues (mediabias.it). Curiosity, always and for anything. Politically, a leftist progressive. One motto in the head, since the very childhood: "Leave the world a little better than you found it".

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