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Il Pd di Milano e i biglietti per Expo: due domande a Bussolati

Ieri il Pd di Milano pubblica questa. In sostanza: il Pd rivende i ticket di Expo a chi si fa la tessera a prezzo dimezzato (25 invece dei teorici 50, che poi in realtà sono anche 32, o 29 per i studenti: c’è un po’ di confusione sotto al cielo a riguardo).

Partono subito feroci critiche, non nuove al Pd di oggi: collusione, favoritismo, spreco di soldi pubblici, markettaggio. Anche varie testate e giornalisti, questa mattina, si scatenano, sia su profili ufficiali che personali.

A me, che la cosa in sé non é sembrata così terribile sin dall’inizio, è venuta la curiosità di chiedere al segretario del Pd di Milano Pietro Bussolati, taggandolo in un post sulla mia bacheca personale di Facebook.

Qui una sintesi ordinata della particolare “intervista-post” a Bussolati:

D: E’ il Pd Milano ad aver trovato o comprato i biglietti EXPO scontati, o EXPO che li ha concessi al Pd? In quest’ultimo caso, li ha concessi anche ad altri partiti?
R: Abbiamo richiesto di diventare rivenditori. Lo può fare qualsiasi partito.
D: E lo sconto viene finanziato dalla quota per l’iscrizione al partito, immagino?
R: No, 50 euro è il costo della tessera più biglietto.
D: E’ uno sconto dato a tutte le associazioni che ne fanno richiesta dunque? Quindi EXPO li vende a 25 e le associazioni li rivendono allo stesso prezzo?
R: Esatto.
D: Ok, ma il biglietto a quanto viene venduto al Pd? E a quanto pare, a qualsiasi associazione ne faccia richiesta?
R: A 20 euro.
D: Quindi il Pd sul biglietto ci ricava 5 euro.

Resta da verificare se effettivamente ogni associazione puo’ richiedere di essere rivenditore dei ticket EXPO.
A tal riguardo, Alessandro Siro Campi parla anche del CRAL Politecnico e Chiara Amélie Meazza afferma, su un altro post: “Il PD è official reseller, cosa possibile per qualsiasi associazione o partito e può rivendere ad un prezzo vantaggioso ai propri iscritti i biglietti di EXPO”. 

Una mossa per adescare nuovi tesserati al Pd di Milano? Mi sembra si possa dire che abbiamo potuto ammirare pratiche ben peggiori e deprecabili di “moltiplicazione delle tessere” negli scorsi decenni. E tra l’altro, difficilmente chi non si sente per nulla in sintonia con l’odierno Partito Democratico, andrebbe a tesserarsi solo per un biglietto scontato all’EXPO: come abbiamo visto, pare ci siano parecchi altri modi per procurarsi un ticket a prezzi ragionevoli. Al CRAL di qualsiasi grande società, ad esempio.
Criticabile la cresta di 5 euro sul biglietto EXPO pagato 20? Discutibile anche questo, dato che l’attività di rivendita necessita di lavoro, ed é una maniera trasparente di autofinanziarsi per partiti locali senza più un soldo.

Infine, cosa c’è di male a favorire la partecipazione ad un evento che teoricamente non é privato, sebbene ospiti dei privati tra i suoi partner, e che anzi é una prova importante per l’Italia come paese in ripresa -speriamo- dinanzi al mondo? Si spera che anche altre associazioni si impegnino per un EXPO affollato di persone in carne ed ossa.

Nicolò Scarano
@nicoloscarano

P.S. Qui la postilla del Pd di Milano sulla faccenda, pubblicata dopo il mare di critiche.

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