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In Onda: mettete Sottile in Salvo da De Benedetti

16 luglio 2014, striscia estiva delle 20.30 su La7, la Sardoni e Salvo Sottile. Il mini-talk si chiama In Onda e manda in onda uno “scoop”: ha beccato un Graziano Del Rio -piuttosto imbarazzato, è da dirlo, alla vista delle telecamere- uscire dall’abitazione privata di Carlo De Benedetti.
“Di cosa avete parlato? Perché proprio a casa del signor De Benedetti?”, Del Rio svia e scappa.

17 luglio 2014, striscia estiva delle 20.30 su La7, edizione lunga del venerdì, la Sardoni e Salvo Sottile, “In Onda”. Squilla il telefono, è De Benedetti. La povera Sardoni non fa in tempo a proferir parola che l’Ingegnere prevarica: “No, senta lei, adesso se mi consente parlo io”.
E’ monologo: digressione su una tentata intervista parallela -riguardante “la ridicola iniziativa della Ferrari sull’Unità” (è vero, le iniziative belle e utili e per il bene dell’impresa e dell’informazione sono solo le sue)- e descrizione dettagliata della routine mattutina. Poi attacca: “A casa mia sono venuti Prodi, Letta, Monti, D’Alema.. Gliene potrei dire altri, di destra e di sinistra, perché io ho conoscenze internazionali, una certa esperienza, sono un vecchio, la gente mi viene a chiedere delle opinioni, dei consigli, semplicemente delle OPINIONI”.

Sfoggio di potere e prosopopea a più non posso, e qui entra in gioco Sottile Salvo, che fino a cinque minuti prima aveva provato a dare la colpa a Marino (non che Marino non sia da bastonare, figuriamoci) anche del maleducatissimo (“trucido” in gergo) autista di auto blu comparso nel servizio sul degrado di Roma. Ecco, Sottile Salvo, il “forte coi deboli”, non può che essere, di converso, un “debole coi forti”. La vocina gli esce così, di lato, mentre quello sbraita: “Infatti non c’è niente di male, Ingegnere” (ma allora perchè montare uno “scoop”, la sera prima?). Mai sia disturbare sior De Benedetti, che mette il carico: lezioni di opportunità, di giornalismo, “Se voglio vado a Palazzo Chigi, se voglio sto a casa.. Lei non lo sa quanta gente è che vedo io, lei non lo sa.”

Si salva solo la Sardoni quando, all’ultima profusione di narcisismo di De Benedetti -“Avrei nomi molto ma moooolto più interessanti da dirle”-, fa almeno un po’ la giornalista: “E perché non ce li dice, (se vuole)?”.
Ma continua De Benedetti: “Io non penso di essere un imprenditore come tutti gli altri, ho epsperienza, e poi ho OTTANT’ANNI (ripete almeno tre volte), ha capito?”.
Quando dall’altro capo del telefono poi si sente anche: “Ci vuole un minimo di educazione..” si capisce che è meglio chiudere.
Anche questa triste cronaca di ingegneri boriosi e mezzibusti piegati.

Nicolò Scarano
@nicoloscarano

 

 

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