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Ivan Scalfarotto ha detto

Che “dopo le parole di Calderoli sulla ministra Kyenge, o c’è una ribellione di massa degli italiani o si esce definitivamente dal mondo civile.”
AN’HAI CAPITO si dice a Roma.
No, chiariamoci, Scalfarotto ha ragione. Ma parla come se vivesse in US o in un’altra democrazia occidentale senza le profonde anomalie della nostra.

E infatti afferma anche che “qui ci si lamenta del politically correct, ma l’Italia dev’essere l’unico paese occidentale in cui si è ripudiato il politically correct senza averlo mai adottato.”
Verissimo. Ma il problema in Italia non é che non si é mai adottata la “political correctness”: é che non s’è proprio adottata la “correctness” e basta.
Nelle istituzioni, nei rapporti fra privato e pubblico, nelle vicende politiche intrapartitiche e non, nella vita di tutti i giorni.

Io quando immagino cosa potrebbe (o forse dovrebbe) provocare una bella sollevazione popolare, penso al 20 aprile di quest’anno, penso a un leghista (un altro) al Copasir che snobba il Datagate manco fosse una bega fra Nerd, penso al Parlamento bloccato per Berlusconi, ad Alma ed Aula braccate sul nostro territorio nazionale, ad uno che dice che l’Ilva non ammazza quanto le sigarette. E non continuo: ce ne sarebbero tante da dire, col rischio di scadere nella banalità.

Quindi mi chiedo (e lo so che magari era solo una provocazione: vale lo stesso) come ci si possa aspettare una sollevazione popolare da questo popolo intorbidito e lobotomizzato, abituato a qualsiasi cosa, da sempre convivente col sopruso (legalizzato e non).
E mi chiedo anche se si pensa di far recuperare davvero qualche grado di verginità a questo Parlamento, a questa situazione governativa anche un po’ svilente, mandando a casa Calderoli. Me ne duole, ma un po’ di ragione stavolta Salvini (anche se strumentalmente) ce l’ha: “Non può essere questo il primo titolo di qualsiasi cosa per un’intera domenica.” Dicasi “fumo negli occhi”?

Io la petizione per cacciare Calderoli non la firmo. Non per solidarietà al troglodita in questione, é chiaro, ma per tacita controprotesta.
Piuttosto: firmiamo quella per un ragionevole Ius Soli, che é decisamente meglio.

3 Comments

  1. Francesca longhi

    forse fanno la voce grossa oggi con lui per poi trovare un accordino giustificatorio x il casino kazaco. Il caprone espiatorio per l’orango (una oranghessa, of course). Io sono incavolatissima per tutto quello che dici e abbattuta perché la prima cosa che dovevano fare: abolire una legge elettorale incostituzionale non la fanno così nulla può (ac)cadere, qualunque cosa succeda. Forse si sta meglio in Kazakistan, quanto a regime. In ogni modo ho firmato: ho sempre detestato chi sta a guardare. Per lo ius soli se ne può parlare, certo, senza zoo safari. Ma il limite si è perso da un bel pezzo…

    • nikska

      Ma guarda che anche io ho firmato, almeno col cuore, col pensiero.
      Ma mi sembra incredibile che si riesca a sollevare mobilitazione per questa cosa -grave eh, nessuno lo mette in dubbio- e non per tutto ciò che (non) stanno combinando.
      Dov’è tutto questo movimento di opinione quando serve?

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