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Contro il plebeismo, che fa godere i “padroni”

È ormai molto, troppo diffusa una certa corrente della sinistra che definirei antagonista, diciamo, ma anche semplicemente fasciocompagna.
Questa corrente, sempre più popolare sulla rete, che tifa per la destrutturazione delle istituzioni liberaldemocratiche, adora il santino di Putin, ha tifato per Trump, è innamorato pazzo delle parole “nazione” e “sovranità”, e vede i diritti civili come fumo negli occhi, raggiunge posizioni particolarmente draconiane quando sopraggiungono casi dell’attualità come quello di Follonica.

Ebbene, nella narrazione fasciocompagna i due lavoratori della Lidl di Follonica che hanno chiuso le due donne nel cassone dei pezzi avariati, smazzandosi di grandi risate, riprendendo e pubblicando il tutto sui social network, sono solo un altro paio di “proletari” incazzati neri col mondo e quindi giustificati a compiere qualsiasi atrocità.

C’è da dire che questo giustificazionismo per quanto riguarda la “guerra tra poveri” riscuote un enorme successo tra la gente comune. La quale, intervistata davanti alla Lidl di Follonica, si è dispiaciuta per non aver visto le due donne nel tritacarne piuttosto che nel cassonetto. Un problema enorme, che merita di essere affrontato. 

Ma noi, che siamo cosmopoliti, educati e poliglotti, secondo i fasciocompagni – come se loro non fossero alcuna di queste cose qui – dovremmo stare zitti. Zitti e mosca. Zitti e subire. Perché non capiamo la loro sofferenza, non capiamo che siamo complici del sistema che ha provocato la loro sofferenza, non capiamo che.. cazzo!, se soffri non vedi l’ora di chiudere due poveracce in un cassonetto e spaccarti a merda di risate.

C’è uno spettro che si aggira per il mondo, e stavolta non è nulla di affascinante, ma l’ennesimo riproporsi della stessa vecchia storia. Si chiama PLEBEISMO, ed è quell’atteggiamento mentale (non una dottrina, non un’ideologia) che giustifica ogni schifezza, ogni atrocità commessa dall’uomo comune con la scusa che esso “è frustrato, il mondo è una merda, e insomma ognuno pensi a sé stesso e si faccia giustizia da solo”, come nel peggior Far West individualista. 

Sapete, i fasciocompagni pensano di sostenere tutto ciò “au nom du people”, come vuole Marine Le Pen. Ma il plebeismo non porta di certo al riscatto di alcun popolo, né tantomeno dei lavoratori. Il plebeismo porta invece alla reazione autoritaria, e alla guerra tra poveri. La Lidl magari non godrà dell’episodio di Follonica nel breve termine, e avrà qualche gatta da pelare nella gestione delle sue PR, ma intanto i “padroni” – quelli veri, che esistono ancora, uuuh se esistono – godono.

Perché i padroni non sono affatto spaventati dai due “eroi proletari” di Follonica. Sicuramente li terrebbero al lavoro, se non avessero commesso un reato grosso quanto una casa. E li pagherebbero ancora meno di quanto già sono pagati, perché hanno difeso malissimo i loro sacrosanti interessi da lavoratori, hanno anzi sbeffeggiato il loro stesso status di lavoratori. E con i loro, quello di tutti gli altri.

La lotta per la giustizia è altro, insomma, vorrei dire ai fasciocompagni che sicuramente non mi leggeranno. La lotta per la giustizia, la lotta per i “proletari”, non si fa sdoganando e giustificando questo tipo di oscenità, travestita di lotta contro non si sa cosa, raccolta in un video che in fondo neanche voi volete vedere proprio perché anche voi, in fondo, siete educati e di bocca buona.

Ecco, no, guardatelo quel video e riguardatelo bene, perché sarete sempre di più, intellettuali plebeisti, a sdoganare questo schifo, e saranno sempre di più i “proletari” che questo schifo lo commetteranno, anche grazie a voi. Dovreste dunque abituarvi, perché presto potreste vederlo per le strade, e per le strade le immagini non si scrollano via, non si può stoppare niente. Se non con le mani nude, o chiamando la polizia, come avrebbero dovuto fare i due geni di Follonica. 

Noi, intanto, cosmopoliti e poliglotti incapaci di comprendere e relazionarci con i lavoratori e l’uomo comune, dovremmo forse incominciare a proporre un’alternativa a questo plebeismo che altrimenti ci sotterrerà tutti. Non possiamo frignare, ma nesnche silenziarci. Piuttosto, dovremmo ricominciare ad insegnare che ci sono altri e più efficaci metodi per la lotta, che c’è un’altra via per cambiare un mondo in cui ci sono poveracci che rovistano nei cassonetti e poveracci che cè li rinchiudono dentro per proteggere la roba del padrone. È una questione di civiltà, e di giustizia.

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A Southern italian transplanted in the first province of the ancient empire, Rome, and then in (one of) the capital(s) of the modern one, London. A bachelor in Political Science and International Relations, a Master of Arts in Political Communication at City University London (still to complete). An endless passion for politics, with a predilection for electioneering and communication. Fire in the eyes for Public Relations and a more just and transparent Lobbying. Social media geek, with a great interest in the development of the World Wide Web, and an harshly critical look over media and information issues (mediabias.it). Curiosity, always and for anything. Politically, a leftist progressive. One motto in the head, since the very childhood: "Leave the world a little better than you found it".

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