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Fidel

Non mi aspettavo nulla di diverso da media e cable TV statunitensi ovviamente. Interviste e commenti a senso unico a parlamentari repubblicani di Miami scandalizzati di questa e quella dichiarazione e vabbe’. Un’opinione pubblica che, forse ancora di più sui media liberal come MSNBC, avrebbe voluto Cuba come la versione allungata e forse più affascinante di Porto Rico e Haiti. Ma giusto per la musica e i sigari.

Fondamentalmente ciò che l’isola diverrà ora che la Rivoluzione è finita per sempre: un grande villaggio turistico abitato da poveracci e multimilionari rinchiusi in forti dorati. Una cosa tipo Miami, ecco, ma molto più diseguale. Io credo che nessuno, seriamente, possa pensare che ciò che è rimasto di Castro nella mente nei ricordi e nei sogni di tanti occidentali possa in qualche modo riferirsi a un amore per la dittatura, per l’uomo forte, per la repressione. Cose che a Cuba ci sono state, eccome, ma che rimembrare nella solita lezioncina mi pare un esercizio francamente stantio, al confine con l’inutile. In un paese – l’Italia – in cui un minimo accentramento di poteri è visto come “deriva autoritaria”, in quale modo si può pensare che il castrismo politico possa attecchire? Qui in occidente nessuno vuole vivere come si è vissuto a Cuba, anche perché piuttosto ci facciamo governare da Beppe Grillo o da Donald Trump, insomma.

La Storia, a Fidel Castro, enorme dirigente politico latinoamericano, lo ha già assolto. Perché la sua epopea, che la Storia l’ha fatta andare avanti, è quella di un personaggio che ha dimostrato che si poteva vivere diversamente, che si poteva dire No al fantoccio teleguidato – non meno repressivo – di turno, e che si poteva farlo anche a un tiro di schioppo dal gigante che ti ha odiato e minacciato profondamente per decenni.

Leggere alcuni tra i più affermati dei nostri intellettuali lamentare di una democrazia che per colpa di Castro a Cuba “non è più tornata”, come se Fulgencio Batista l’avesse mai garantita, è semplicemente ridicolo. Leggere soltanto delle dolorosissime e terribili persecuzioni degli omosessuali a Cuba, avvenute in un periodo in cui nella gran parte degli stati statunitensi la stessa omosessualità era vista come un peccato mortale, non è un ritratto fedele di alcunché, ma una parodia totalmente acontestualizzata. Tant’è che Castro, per quella atroce e brutale persecuzione, poi chiese scusa. Molti occidentali, manco per sogno.

L’avventura di Castro ha ispirato la liberazione progressiva e progressista di tante nazioni latinoamericane ed africane, compreso il Sudafrica di Nelson Mandela. Sì, proprio lui, che fu un feroce guerrigliero comunista prima di trasfigurarsi in una figura assimilabile al Dalai Lama, almeno nella narrazione mainstream. Un feroce guerrigliero comunista, esattamente come Fidel.

Insomma, ecco, ho scritto questa cosa più che altro per me stesso, non sto dicendo nulla di nuovo. Un ennesimo invito: magari andiamoci piano, con la revisione storica. Non è necessario fare di ogni cosa una lotta partigiana del quotidiano.

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