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I nostri morti, e quelli degli altri

Posto che giustamente i “nostri morti” – parigini, europei, occidentali – ci fanno molto più male, e che sia comprensibile e legittimo che occupino MOOOLTO più spazio mediatico ecc. ecc. ecc., cerchiamo di non arrivare (o tornare) di converso al punto per cui quelli degli altri non contano proprio un cazzo. O che, anzi, gli sta bene così.

Perché? Perché ci siamo detti che volevamo una società globale, ed allora del globo dobbiamo prenderci la responsabilità, il bello e il terribile. Quella di volere pace, democrazia e prosperità per gli altri non è poi già stata una scusa buona per fare guerra in più di una occasione?

La rapidità con cui stiamo ribaltando tesi, controtesi opinioni, verità e menzogna, anche all’interno di una sola mente, è esaltante. I media odierni sono ormai fattore noto, la paura accelera tutto, la confusione fa il resto.

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