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Lost in Greek Election – trasformare tutto (compreso Tsipras) in strumento

Ieri verso le 10.45 Alexis Tsipras, Syriza e la Grecia comparivano finalmente sui digischermi italici, se prescindiamo da sparuti commenti arrapati de sinistra, scettici o terrorizzati degli altri.

All’incirca un’ora e dodici minuti dopo compariva la notizia che Tsipras volesse “cambiare verso all’Europa con Renzi” (letteralmente pronunciato cosi eh, sì come no), contraccambiato dal pezzo in cui il greco parla della “personalità scissa” del nostro bischero rignanese. Nel pomeriggio, schermaglie su chi avesse diritto a godere di un’eventuale vittoria di Syriza e chi no: particolarmente innervositi gli avventori della fu Altra Europa (“potevate sostenerlo a Maggio, no??”. Peccato il PD ci avesse messo solo sette anni ad aderire al PSE).

Verso sera, con l’arrivo dei primi risultati, la legge elettorale greca – proporzionale con premio di maggioranza – ci insegnava che é giusto e bello volere una legge elettorale che preveda parlamentari nominati, ma soprattutto un Parlamento senza Senato (come se in Italia si stesse eliminando il Senato, sì come no/2). In nottata la figura di Tsipras, stagliata a dominio di Piazza Syntagma come quella di un vetusto eroe greco, ci educava su quanto é bello e necessario e giusto avere un leader FORTISSIMO.

Stamattina, un po’ inaspettatamente, Tsipras ridiviene la fine del mondo occidentale (cit. Alessandro Mongatti), o al meglio un altro sporco cinico politicante un po’ millantatore e aduso a non mantenibili promesse, potremmo dire POPULISTA – ecco sì “populista” é perfetto, come ho potuto non pensarci prima – quando esce la nuova di un probabile accordo di governo con il partitino di destra un po’ teRibbile Ukip-style: fioriscono giochini parolistici col nome del suo leader Kammenos. At the end of the day (che in realtà purtroppo ancora non é finito), il tutto si risolve nell’assunto “Piuttosto, Alfano Berlusconi & Verdini 4ever”.

Ci si aspetta ora che Matteo, un bravo ragazzo dalle salde radici socio-liberal-liberis-demo-cris-euro-boh, ora prenda ufficialmente le distanze da ‘sto parassita proto-fascista de sinistra che cerca, con uno scemissimo 36,9% col 62,9% di affluenza (cioè veramente poco, ‘nnaggia..), di salire sul suo apollineo carro fiammeggiante lanciato verso il culo della Me.. No, dai, si gioca.

Comunque..

Syriza+Anel = PD+SEL+M5S, cioé il famoso “governo del cambiamento”, se si fosse fatto. L’unica (grande?) differenza é che mentre nel m5s la componente di destra anti-europea era a quei tempi meglio mascherata (ora sempre meno), nella coalizione greca essa é ben evidente e chiara nella presenza di Anel, un partito simile per certi versi ad Ukip (con cui, guarda caso, M5S é alleato).

Si tratta, molto semplicemente, di una scelta che va verso l’unione delle radicalità su una issue ben precisa -l’austerity europea-, piuttosto che verso la spesso ingessata e inconcludente fusione degli interessi moderati, che poi é quello che vediamo in Italia da anni ormai. Chi non ha mai gradito la prospettiva del governo del M5S é oggi insolitamente coerente, i sinistri delusi invece mi sa che non avevano capito bene da cosa nasce soprattutto Syriza: datevi ‘na calmata. E speriamo bene.

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